Musica come architettura per il Festival Rigenera

REGGIO EMILIA

Una delle principali definizioni della musica, nella sua declinazione classica e contemporanea, è quella di architettura sonora per la sua caratteristica di aderire a schemi formali complessi. Per questo all’arte dei suoni le sono riservati due momenti nell’ambito del Festival dell’Architettura “Rigenera”: una tavola rotonda e un concerto. Alla prima sui “Luoghi in cui far musica, comporre o progettare, soundscape o paesaggio sonoro” partecipano Roberto Favaro, docente alla facoltà di architettura di Mendrisio e all'Accademia di Belle Arti di Brera, appena nominato diretto della Civica Scuola di Musica di Milano “Claudio Abbado”, quindi Ricciarda Belgiojoso, musicista e architetto, docente al Politecnico di Milano e Alberto Pedrazzini, già docente di Storia dell'architettura alla facoltà di ingegneria di Bologna. Sarà domenica ai Chiostri di San Pietro (ore 18.30, segue aperitivo). Il concerto, ore 21, in collaborazione con il Peri/Merulo, presenta significativi modi di intendere la musica declinata come architettura sonora. Protagonista Icarus vs Muzak insieme a Giovanni Mareggini (Icarus Ensemble). Si parte con l’esecuzione di un estratto dell'Arte della fuga di Bach, esempio di architettura musicale che utilizza un unico elemento per una delle costruzioni più grandiose della storia della musica. A seguire, di Varese “Density 21.5”, cioè la densità o peso specifico del platino, il materiale con cui era costruito il flauto del dedicatario, e “Persephassa” di Xenakis, composizione per sei gruppi di percussioni disposti intorno al pubblico. —


G.B.

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