Al Festival di Venezia successo per la prima del film su Nilde Iotti donna e comunista

Presentata la pellicola girata quasi interamente sul territorio In sala la consigliera Mahmoud: «Anteprima anche in città»

reggio emilia

Il palco più prestigioso per l’omaggio ad una grandissima reggiana. Lunedì sera il Festival del Cinema di Venezia ha ospitato la presentazione di “Nilde il tempo delle donne” di Peter Marcias, lavoro dedicato alla figura di Nilde Iotti con Paola Cortellesi e tante testimonianze locali e nazionali.


Fra loro quelle di Marwa Mahmoud, giovane consigliera comunale reggiana che ha partecipato alla prima al teatro Goldoni, non lontano da piazza San Marco. «È stato un bel momento, la proiezione era aperta agli addetti ai lavori con numeri ridotti per le questioni di sicurezza alle persone intervistate e agli enti che hanno sostenuto il progetto, io ero a rappresentare il Comune e credo di poter dire che, oltre a Nilde Iotti, vi è un grande protagonista in questo lavoro, Reggio Emilia, il suo territorio, la sua comunità, il suo impegno, quell’approccio vivo tutt’ora, nato negli anni della Iotti», racconta la Mahmoud. «Ora si dovrà capire come distribuirlo. Nell’attuale situazione il film dovrebbe comunque passare anche nei cinema e a Reggio ovviamente si punta a fare un’anteprima e a valorizzare il tutto», annuncia.

Il film, che arriva nel centenario della nascita della dirigente comunista, è stato proiettato nelle Giornate degli autori, sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna e dalla E-R Film Commission.

Girato nel reggiano dalla Movimento film di Mario Mazzarotto e supportato da Bper Banca con la produzione di Wonder Pictures, mette attorno alla narratrice Paola Cortellesi le parole di chi ha conosciuto la Iotti nel suo percorso che l’ha portata a diventare la prima donna a guidare un ramo del Parlamento, presidente della Camera per 13 anni, dal 1979 al 1982.

“Nilde il tempo delle donne” mette insieme le parole di Rosa Russo Iervolino, Luciana Castellina, Livia Turco, Giorgio Napolitano, Cecilia Mangini, Luisa Lama, Sergio Mattarella, Piera Degli Esposti, Loretta Giaroni, Michela Murgia, Elly Schlein e quelle di diverse reggiane, dalla Mahmoud alle amiche di sempre della Iotti, Loretta Giaroni e Ione Bartoli.

Donne che con lei hanno condiviso la militanza nel Pci e nell’Udi, l’Unione delle donne italiane, oltre che un lungo percorso amministrativo a livello provinciale e regionale.

Buona parte del film è stato girato nel territorio di Reggio per ricostruire il periodo giovanile della Iotti. Tanto che nel 2019 la stessa Cortellesi è venuta spesso in città per le riprese, mentre le troupe procedevano anche alle interviste poi assemblate nel montaggio del filmato.

Un tributo ad una delle donne più iconiche del ‘900 italiano, un’anticipatrice, un riferimento per le esigenze di emancipazione femminile nel pubblico come nel privato.

Nata in una famiglia socialista, orfana a 14 anni, studentessa di gran valore e militante attiva nella Resistenza, poi presidente provinciale dell’Udi e, nel 1946, componente della Costituente nelle file del Partito Comunista.

L’esperienza romana porta anche alla lunghissima relazione con Palmiro Togliatti, segretario del Pci e uno dei principali politici italiani dello scorso secolo, un legame non facile da gestire nell’Italia del dopoguerra. Oltre che ad una brillantissima carriera: esaurita l’esperienza della Costituente, rimarrà parlamentare per 51 anni filati, per Pci, Pds e Ds, e durante la sua vita ricevette numerose mansioni di prestigio quali la presidenza della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali costituita e la presidenza della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa dal ’96 al ’99, anno della sua morte. —