“Si muore solo da vivi”, anteprima reggiana insieme a regista, produttori e attori

Il film, girato nella Bassa, da stasera al Novecento di Cavriago. A incontrare il pubblico anche il nostro Andrea Gherpelli 

CAVRIAGO

Per Andrea Gherpelli, è motivo di forte soddisfazione essere riuscito a prendere parte a una produzione, in questo caso un film, che è una commedia. Finalmente non un dramma per il bravo autore correggese tra i protagonisti della pellicola “Si muore solo da vivi”. Con lui due personalità di assoluto valore quali Neri Marcorè e Alessandra Mastronardi e la giovane guastallese Annalisa Bertolotti.


Da questa sera (ore 21.30) fino a domenica “Si muore solo da vivi” verrà proiettato alla Multisala Novecento (unica tappa reggiana) e proprio alla “prima” saranno presenti Andrea Gherpelli, il regista Alberto Rizzi, la 13enne guastallese Annalisa Bertolotti e i produttori che al termine della proiezione incontreranno il pubblico.

La particolarità di “Si muore solo da vivi” sta nel fatto che è girato dalle nostre parti, nella Bassa, in particolare a Gualtieri e nel suo teatro; il contesto è il dopo terremoto del 2012. «È una commedia sociale piena di colore e leggerezza, che vive di musica, paesaggi, amore e voglia di rimettersi in gioco. Si presenta come un omaggio alla gente emiliana che non si è fatta affliggere dal terremoto, ma è ripartita con incredibile forza – commenta Gherpelli –. Mi piace questo aspetto e sono anche contento perché suono… lo faccio dal vivo, in quanto sono il personaggio di una band musicale. Suonare la batteria è stato da sempre una delle mie passioni; nella band ci sono anche Neri Marcorè, Francesco Pannofino, e Paolo Cioni».

Il film racconta la storia di Orlando (Alessandro Rojas) il quale, dopo che il terremoto gli ha portato via il fratello e la cognata, ha smarrito ogni direzione. Rintanato in una baracca su Po, lui che era stato il simbolo della band “Cuore aperto” non suona più e non riesce a tenersi un lavoro. I suoi genitori non sanno come scuoterlo dall’impasse, anche perché Orlando ha la responsabilità di Angelica (Annalisa Bertolotti), nipotina rimasta orfana. Ma lui continua a vivere di ricordi, su tutti quello di Chiara, la donna della sua vita ora in procinto di sposarsi con un altro.

A dare una scossa alla sua vita sarà Giusi Granaglia (Amanda Lear), la ex manager musicale che lo spingerà a rimettere insieme i “Cuore aperto”.

C'è anche un bel cammeo di Vito, a rimarcare quello che è un altro punto di forza del film: il legame specifico e indissolubile con il territorio della Bassa.

A questo proposito è prevista per la fine d’agosto l’uscita del film molto atteso “Volevo nascondermi “di Giorgio Diritti sulla figura di Ligabue in cui sempre Gherpelli è tra i protagonisti. —