Si riparte, ritornano i concerti dal vivo: li propone la rassegna dell’istituto Peri

Reggio Emila, nel cortile dei Chiostri di San Domenico dieci appuntamenti per 50 spettatori, i migliori allievi affiancati dai docenti

REGGIO EMILIA. Dopo il primo segnale forte con le lauree organizzate a scuola, l’Istituto musicale “Peri”, si rivela in modo deciso, ritornando in un certo senso alla luce del sole, con una proposta di concerti che partiranno il 23 giugno per terminare il 24 luglio. «In questo periodo abbiamo voluto dare un segnale di riapertura verso la città riguardo gli aspetti importanti per ciò che riguarda il compito di una scuola come la nostra – spiega il direttore Marco Fiorini –: l’aspetto formativo, essendo stata una delle prime in Italia a riaprire (chiaramente nel rispetto delle indicazioni contenute nei decreti emanati con le misure per il contenimento del Covid-19), ma anche quello della divulgazione della cultura. Il “Peri” com’è noto è un’istituzione con un ruolo culturale importante, tanto è vero che è onnipresente nelle principali ricorrenze che riguardano la città».

Quello che colpisce è il numero di questi concerti, da considerare come una rassegna vera e propria. «La rassegna è fatta di ben dieci concerti e a mio avviso è una bella prova per ribadire che la ripartenza, quella vera, è possibile».


La rassegna si terrà ai Chiostri di san Domenico (nello spazio con la statua di Morris) e sarà l’occasione di vedere insieme i migliori allievi affiancati dai docenti. «Da quando ci hanno comunicato che era possibile organizzarla, nell’arco di due settimane di lavoro intenso abbiamo messo in piedi tutti questi dieci appuntamenti dopo aver chiaramente predisposto i piani di sicurezza necessari. A tempo di record. Ma siamo stati sostenuti dall’entusiasmo nostro e soprattutto da quello dei ragazzi dai quali abbiamo ottenuto una risposta incredibile. Dopo i primi momenti di perplessità, in quanto non incontravamo i ragazzi dalla fine di febbraio, una volta resa nota l’intenzione della scuola di realizzare questi concerti, abbiamo avuto un’adesione massiccia e delle risposte molto oltre le aspettative. Ci siamo commossi, perché tutti coloro che abbiamo interpellato si sono offerti. Certo il contatto con loro è avvenuto attraverso le lezioni on-line, ma non è la stessa cosa. Così possiamo dire, finalmente, di ripartire con la musica dal vivo».

Colpisce, guardando il cartellone, il fatto che vi entrano tutte le discipline e gli strumenti insegnati nell’istituto: dagli archi, ai cantanti, ai fiati. «Presenta una sorta di panoramica di quello che è il percorso di formazione al proprio interno, mettendo in campo chiaramente l’eccellenza. Per dirla con sincerità, ci sono arrivate 16-17 proposte e per non scontentare nessuno abbiamo creato anche qualche serata con due gruppi. Alla rassegna è stato dato anche un titolo, recuperando un’iniziativa di qualche anno fa: “Musicæ Civitas”, i concerti estivi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo Monti “Peri-Merulo” per la città».

Il pubblico è contingentato, infatti potranno accedere 50 persone, con inizio alle ore 19. In ogni caso non ci sarà lo streaming, e per scelta. «In questi mesi sono state realizzate esecuzioni di gruppo con montaggi pregevoli, anche in televisione si è sentita e “vista” molta musica, ma nulla che possa dare le emozioni della musica dal vivo. Per carità, iniziative come i flash mob hanno avuto un ruolo importante, quello di tenerci compagnia e di darci speranza fin dall’inizio del contagio. Ancora una volta la musica si è dimostrata un’arte fondamentale per la vita sociale e culturale delle persone. Noi abbiamo usato lo streaming con le lauree attraverso apparecchiature di altissima qualità, ma per questi concerti dobbiamo avere il coraggio di tornare alla musica. Non deve passare il messaggio che sia la stessa cosa, poiché, ripeto, la cultura fatta in presenza crea delle sensazioni che non si possono riproporre con una modalità registrata». —

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