I mitici Tokio donano al Grade 7.000 euro destinati in origine a una biblioteca africana

La band degli anni ’70 si era riunita nel 2014 per incidere un album benefico, ma la donazione non si è mai concretizzata 

REGGIO EMILIA. Dalla biblioteca sudafricana irraggiungibile per problemi burocratici al Grade impegnato nell’emergenza pandemia. Cambiano destinazione benefica gli oltre settemila euro raccolti negli anni scorsi dai Tokio, storica band reggiana nata alla fine degli anni ’70 in città.Una piccola leggenda locale che all’epoca non arrivò mai ad incidere un disco.

I componenti sono tutti nomi noti reggiani, molti fra loro hanno proseguito nel mondo della musica, a partire dal batterista Gigi Cavalli Cocchi, dietro ai tamburi per Ligabue e Csi oggi ne Lassociazione. Con lui, c’erano Alberto Bigi (voce e tastiere), Cesare Fornaciari (fiati e voce), Paolo Genta (basso), Emanuele Iannuccelli (tastiere) e Franco Schiatti (chitarra).

Nel 2014 il gruppo si era riunito per un progetto a sfondo africano, “Free”, una raccolta fondi per una biblioteca di Johannesburg a cui hanno contribuito incidendo un album in cui reinterpretavano alcuni dei più celebri brani scritti nei decenni come omaggio a Nelson Mandela e al movimento anti-apartheid del Sud Africa. Dentro “Free” si trovavano versioni di un capolavoro assoluto come “Biko” di Peter Gabriel, bellissimo omaggio a uno degli altri grandi simboli della lotta di liberazione sudafricana, oltre a “Ordinary love” degli U2, “Mandela day” dei Simple Minds, “Asimbonanga” di Johnny Clegg e l’inedito “The road to freedom”: brani suonati, «alla nostra maniera, anche introducendo parti musicali originali da noi composte, e aggiungendo alla fine un nostro personale contributo», spiegavano all’epoca i Tokio.

Al percorso benefico aveva aderito anche il pittore Alfonso Borghi, che aveva realizzato appositamente un bel ritratto di Nelson Mandela in quaranta stampe numerate ritoccate a mano, oltre a Conad, Reggio Rugby, Coopservice e Borea.

I proventi della vendita del disco e delle stampe sarebbero dovuti essere consegnati alla biblioteca di Wattville, a Johannesburg, una struttura culturale intitolata ai reggiani Bruna e Giuseppe Soncini con cui il Comune di Reggio Emilia è da anni in relazione.

Vi sono stati però diversi contrattempi tecnico-logistici mai risolti, che hanno impedito di effettuare concretamente la donazione alla biblioteca. «La cifra è tuttavia rimasta a disposizione per quasi due anni, in attesa che il Comune ci desse indicazioni sulle modalità del trasferimento dell’importo», raccontano i Tokio.

A quel punto, visto lo stallo con la burocrazia, la band reggiana ha deciso di dirottare questi fondi verso la Fondazione Grade, che da marzo a oggi ha fatto da collettore per molte offerte destinate alla sanità reggiana alle prese con la durissima crisi sanitaria.

«Siamo certi, così facendo, di avere trovato una meritoria alternativa rendendo allo stesso tempo un utile servizio alla comunità reggiana», commentano i Tokio, che vogliono «ringraziare tutti coloro che attraverso l’acquisto dei cd e delle stampe, hanno contribuito a questa raccolta fondi e i partner che ci hanno sostenuto».

I Tokio vogliono ringraziare tutti coloro che attraverso l’acquisto dei cd e delle stampe, hanno contribuito a questa raccolta fondi e i partner che li hanno sostenuto: Conad, Reggio Rugby, Coopservice e Borea.Per chi volesse contribuire al progetto “Free” in favore della biblioteca di Wattville, sono ancora disponibili per l’acquisto, i cd e le stampe. Tutte le informazioni sul sito http://www.tokio2014.it —