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Reggio Emilia, le Cucine del Popolo ospitano la Maialata in salsa... romana

Domenica il ritrovo è a Massenzatico, una giornata di cibo dedicata all’insostituibile porco

REGGIO EMILIA. Parlerà romano, fra aromi di gricia e di porchetta, la Maialata 2020. Domenica il circolo Arci Cucine del Popolo ospiterà nella propria sede di via Beethoven 78/e a Massenzatico una delle proprie principali proposte, la Maialata, una giornata di studio e cibo dedicata all’insostituibile porco, animale base della cucina padana e non solo. In questa edizione, il pranzo sarà dedicato alla tradizione romana.

La cultura del maiale nel Lazio, ha una storia millenaria, e costituiva la dispensa per moltissime famiglie per il periodo invernale. Anche nel Lazio il consumo delle carni era una prerogativa soltanto per i giorni festivi. Nel pranzo di domenica si tornerà a quella cultura contadina, con un pacchetto corposo e completo. Si parte con una carrellata di antipasti, lonza in carta, prosciutto stagionato sgambato, salsiccia secca di maiale, sottaceti, pecorino romano.

Seguiranno poi due dei più famosi primi piatti della tradizione laziale, i maccheroni alla Gricia e all’Amatriciana, ad aprire la strada alla porchetta calda, servita appena cotta. A chiudere dolci della casa e caffè. Il pranzo sarà anticipato da una relazione dello studioso di gastronomia Alberto Capatti. La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 348/3541276.

«Un vecchio adagio recita: “Tutto ciò che è gustoso e godurioso è maialata”. Secondo una recentissima enciclopedia universale del cibo, il maiale è “una delle glorie dell’addomesticamento”. Noi ci occuperemo, ovviamente, dell’aspetto culinario della Maialata o Porcata, pratica conosciuta qui in Emilia Romagna, in tutta Italia e anche nel Nord Europa», racconta Luigi Rigazzi delle Cucine del Popolo.

Il maiale, ricorda, è «un animale onnivoro, prolifico, adattabile ai cambiamenti climatici, il più importante fornitore di carne di ottima qualità e in abbondante quantità, il maiale è praticamente da sempre presente nell’alimentazione dell’uomo. Il ritrovamento più antico di cui si hanno notizie risale al 1964 a Cemi, nella Catena del Monte Taurus, nella Turchia Sud-Orientale, un sito che risale all’ 8000 a. C. circa». È la prima traccia di un legame antichissimo: «Da questo ritrovamento si può dedurre che l’allevamento del maiale precede la coltivazione del grano e dell’orzo, e che l’addomesticamento del maiale precede di molto l’allevamento di capre e pecore. Perciò possiamo dire che al maiale spetterebbe il titolo di più antico “amico dell’uomo”».