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Officine Reggiane, il sogno di volare

Reggio Emilia: lo spettacolo, curato dal centro teatrale MaMiMò insieme a Istoreco e Spazio Gerra, fino a domenica al teatro Cavallerizza

REGGIO EMILIA. Le storie di una città e della persone che l’hanno abitata e fatta crescere, raccontate e analizzate grazie alla lente del più grande complesso industriale mai realizzato in zona.

Dopo l’esordio di ieri sera, proseguono sino a domenica al teatro Cavallerizza le repliche di “Officine Reggiane, il sogno di volare”, lo spettacolo curato dal centro teatrale MaMiMò all’interno del cartellone “R-Day 3”, la terza edizione dei giorni delle Officine Reggiane pensati per restituire pubblicamente il lavoro fatto sull’enorme archivio legato alla grande azienda meccanica del quartiere Santa Croce.


“Officine Reggiane, il sogno di volare” è il frutto di un lungo lavoro in cui MaMiMò ha lavorato a fianco dell’istituto storico Istoreco e dello Spazio Gerra, partendo dalle cartelle del personale e dai documenti visivi: un flusso enorme, di decine di migliaia di donne e uomini le cui esistenze sono state condizionate dalle Reggiane, una delle più grande fabbriche d’Italia, attorno a cui è nato anche un popoloso quartiere, il “Cairo”, per accogliere le famiglie dei migranti – locali e non – arrivati per lavorare nelle officine.

È una storia che si intreccia con quella del ‘900 reggiano, in maniera fortissimo. Difficile, per chi vive in provincia o in città da almeno un paio di generazione, non trovare un contatto con la vicenda delle Officine Reggiane. Altro che sei gradi di separazione, qui ne bastano un paio. La risposta allo spettacolo è l’ennesima conferma della forza di questo legame fra le Reggiane e la comunità: I Teatri hanno aggiunto una nuova data, nel pomeriggio di domenica, per far fronte alle tantissime richieste di biglietti. Si potrà quindi assistere ad “Officine Reggiane, il sogno di volare” nelle serate di oggi, domani e domenica (ore 20.30) e nel pomeriggio di domenica (ore 15.30). Il posto unico costa 20 euro, per informazioni e dettagli è possibile contattare gli uffici dei Teatri, anche tramite l’indirizzo www.iteatri.re.it.

Si potrà vedere in scena – per il testo curato da Marco Di Stefano – il cast composto da Fabio Banfo, Filippo Bedeschi, Cecilia Di Donato, Alice Giroldini, Marco Maccieri con le regia di Angela Ruozzi, le scene di Antonio Panzuto, i costumi di Rosa Mariotti, il disegno luci di Fabio Bozzetta, i video di Manuela Chiapponi e Nicolò Maltoni e le sonorizzazioni di Riccardo Caspani. Anche per loro, la messa in scena è la conclusione di un lungo cammino: «Lavorando allo spettacolo, fra migliaia e migliaia di cartelle, abbiamo scoperto la differenza fra storia e memoria, la memoria soggettiva dei testimoni che hanno visto i loro cari vivere la storia. Nel nostro lavoro di preparazione è emerso forte il senso di comunità delle Reggiane, è stata una componente importante di un percorso che ha segnato la storia d’Italia, i grandi cambiamenti del ‘900. E siamo contenti di raccontarlo tramite le storie delle Reggiane», ha fatto notare Marco Maccieri presentando lo spettacolo.

Un’opportunità per capire meglio il lavoro svolto ci sarà domani mattina a mezzogiorno alla biblioteca di Istoreco, ai chiostri di San Domenico in via Dante 11, durante “Come nasce uno spettacolo teatrale da documenti tratti da archivi aziendali”, incontro con la regista Angela Ruozzi, l'autore del testo Marco di Stefano e gli attori. Oggi pomeriggio, invece, al tecnopolo di piazzale Europa, negli spazi ricavati nelle ex Reggiane, si potrà partecipare a “Gli archivi industriali e del lavoro e la loro valorizzazione”, tavola rotonda che prenderà il via alle 16. —