La grande scultura di Mazzacurati con “Ingresso 2x1”

Col tagliando della Gazzetta si entra in coppia a soli 8 euro. Palazzo Bentivoglio offre altre tre esposizioni da non perdere

GUALTIERI. Ritrovare la scultura del Novecento italiano? L’occasione c’è, a Gualtieri. Il Museo Antonio Ligabue, il Comune di Gualtieri in collaborazione con i Musei Civici di Reggio Emilia propongono infatti la grande antologica in occasione dei cinquant’anni della morte di Renato Marino Mazzacurati. In collaborazione con gli enti organizzatori la Gazzetta offre ai suoi lettori l’opportunità di ammirare l’esposizione in compagnia di un altro visitatore (andate con chi volete)presentando il tagliando pubblicato in questa pagina e acquistando alla cassa un solo biglietto del valore di 8 euro. Insomma, un solo ticket per due.

Replichiamo dunque l’iniziativa che con la stessa formula l’anno scorso aveva accompagnato sempre a Gualtieri la mostra dedicata al sarto cinematografico Umberto Tirelli. E c’è di più: con lo stesso biglietto nei fine settimana d’apertura dell’allestimento che rende omaggio a Mazzacurati è possibile visitare il Museo Antonio Ligabue e la Donazione Tirelli-Trappetti. Renato Marino Mazzacurati morì il 18 settembre 1969. In occasione del 50° anniversario della morte dell’artista, il Comune della Bassa propone la mostra che ripercorre la parabola artistica di uno degli ultimi grandi scultori del ‘900 italiano. Riscoprire l’opera scultorea di Marino Mazzacurati significa riscoprire una pagina importante nella storia dell’arte italiana del secolo scorso e la mostra di Gualtieri in questo rappresenta un’occasione unica.

La vicenda di Mazzacurati si svolse principalmente a Roma: egli fu uno dei principali esponenti della cosiddetta Scuola Romana e frequentò per tutta la vita gli ambienti intellettuali della capitale. Sodale di Scipione, Mario Mafai e di Antonietta Raphaël, sul piano artistico, fu grande amico di scrittori e intellettuali come Carlo Levi, Giorgio Bassani, Elsa Morante (di cui in mostra sarà presente un bellissimo nudo in bronzo) Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e moltissimi altri. Mazzacurati oltre che con gli ambienti artistici romani ha mantenuto un rapporto particolarmente importante con il territorio reggiano: soprattutto con Gualtieri, dove visse tra il 1928 e il 1937 durante i suoi primissimi anni di attività artistica. Aveva il suo studio all'interno della bellissima Villa Torello Malaspina, dove viveva in affitto con la famiglia, e viene ricordato ancor oggi come uno degli scopritori e dei maestri di Antonio Ligabue (sia per la pittura a olio che per la tecnica scultorea). Di Gualtieri Mazzacurati avrebbe conservato sempre un ricordo affettuoso, come di isola felice: un buen retiro perfetto per la riflessione e l'esercizio dell'arte. Allievo di Arturo Martini, Mazzacurati è stato forse l'ultimo grande scultore del secolo scorso in Italia: uno dei pochi artisti del '900 in grado di eseguire grandi gruppi scultorei monumentali in bronzo.

Dotato di una tecnica eccezionale sin dai primissimi anni di attività, Mazzacurati è stato davvero un artista a tutto tondo, che ha sperimentato le tecniche più svariate, ma che ha instaurato un rapporto fortissimo soprattutto con la materia.

In mostra sono esposti magnifici bronzi: come il monumentale Gerarchie, che getta uno sguardo dissacrante e ironico sul regime fascista; due opere della serie de I lottatori, nei quali si legge tutta la capacità plastica di Mazzacurati; le statuette caricaturali dedicate a Savinio e De Chirico; i bellissimi nudi materici dedicati a Elsa Morante. Oltre ai bronzi sono presenti alcuni gessi, tra cui Membra contorte e ventri enfiati, opera unica, mai tirata in bronzo, appartenente a un collezionista privato (l’opera non viene esposta pubblicamente da oltre 40 anni). Infine il percorso espositivo mette a disposizione dei visitatori un’ampia selezione di maioliche: veri e propri capolavori d’arte applicata realizzati da Mazzacurati negli anni di Villa Giulia. Tra questi si possono ricordare Susanna al bagno, Il capitalista, Il decorato, Vaso verde e Vaso blu. La mostra è aperta nei fine settimana fino all’8 dicembre (sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 – domenica orario continuato dalle 10 alle 19). Info: 0522 221853. —

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