L’amore sotto il segno di Uto Ughi nel nuovo cd targato Istituto Peri

Uscito il disco dei docenti Silvia Mazzon (violino) e Marcello Mazzoni (pianoforte). Fondamentale il lavoro con il maestro sulle Sonate di Brahms, poi incise

REGGIO EMILIA. Guardando soltanto la copertina del cd, così elegante e rigorosa nel suo bianco e nero, siamo trasportati in un’altra epoca. Fotografati in primo piano si trovano i due musicisti che lo hanno inciso: la sorridente violinista Silvia Mazzon e il pianista Marcello Mazzoni, con lo sguardo concentrato rivolto alla tastiera. La prima è docente di violino all’Istituto Peri-Merulo mentre Mazzoni insegna anche al conservatorio di Sassari.

La storia di questo disco da poco uscito, dedicato alle Sonate op.78, op.100 e op 108 di Brahms, sta molto a cuore ai protagonisti per motivi artistici ma anche personali: Silvia e Marcello, infatti, sono una coppia non solo in musica ma anche nella vita.


A impreziosire il cd anche un’eccellenza di caratura mondiale, quale il violinista Uto Ughi. «Alcuni anni fa ero una tra le poche sue allieve – spiega la Mazzon – e un giorno mi chiese se conoscessi un bravo pianista per studiare e incidere le Sonate di Brahms. Io gli ho proposto Marcello le cui caratteristiche espressive e di fraseggio avrebbero fatto, a mio parere, proprio al caso di Ughi. Parliamo della capacità di realizzare linee lunghe e ampie con il suono corposo che ben si addice al repertorio romantico. Per semplificare: entrambi manifestano una modalità interpretativa portata a far cantare lo strumento, come una voce lirica. Questa peculiarità contraddistingue Marcello da altri pianisti e per questo ho pensato che potesse andare molto bene per Ughi».

Infatti il maestro e Mazzoni, oltre ad intraprendere lo studio di Brahms, hanno suonato insieme altre volte, e molti altri autori.

«Ughi è un personaggio straordinario, di un’umiltà pazzesca, desideroso sempre si esprimere il proprio pensiero senza dare mai nulla per scontato – commenta Mazzoni – più di una volta mi fermava per sottolineare il modo di interpretare certe frasi che lui approvava in pieno. A proposito delle Sonate di Brahms, siccome era in previsione l’incisione del disco e io volevo arrivare preparatissimo, avevo cominciato a studiarle a fondo assieme a Silvia, che conosceva benissimo il modo di suonare di Ughi. In sostanza lei “faceva” lui. E tra l’altro proprio in quei giorni abbiamo dato una svolta definitiva al nostro essere una coppia».

In seguito, puntualizza Mazzoni osservando il piccolo Michelangelo, il figlio di due anni che si aggira per il salotto, «ho suonato tante volte con Ughi ma non abbiamo inciso Brahms. L’ho fatto appunto con Silvia e questo cd ne è il risultato. Sono felice del lavoro che è stato presentato la primavera scorsa a Vienna (Musikverein) e che ha già avuto ottime recensioni».

Nel sottolineare l’imminente uscita di altri cd, tra cui un suo recital “tutto Liszt” oltre a quello pregiatissimo già in commercio per Decca dei Concerti bachiani per 2, 3 4 pianoforti, (eseguiti anche a Reggio), il pianista riporta infine il discorso di Uto Ughi e la dedica che il maestro gli ha fatto in occasione di un concerto tenuto insieme: «E pensare che non gradiva farne. Ma ricordo ancora quando l’ho letta per la prima volta, la mia gioia: “Ho collaborato con Mazzoni e ho riscontrato in lui una ispirata musicalità e un raffinato senso dello stile”».

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