“Mondo Piccolo” in viaggio con Scillitani tra i luoghi e gli scorci cari a Guareschi

L’opera nata da un progetto fotografico di Paolo Simonazzi sarà presentata oggi pomeriggio (ore 17) allo Spazio Gerra 



Oggi pomeriggio (ore 17) in occasione della mostra “Guareschi contro tutti” in programma fino al 13 gennaio allo Spazio Gerra, si terrà la presentazione del docufilm “Mondo Piccolo” di Alessandro Scillitani, alla presenza del regista e del fotografo Paolo Simonazzi. Il film è un viaggio tra gli scorci, i luoghi e le atmosfere che hanno ispirato i personaggi e le storie del celebre autore dei romanzi di Peppone e Don Camillo, ed è nato da un progetto fotografico di Simonazzi.


LA NASCITA

«Qualche anno fa – racconta Scillitani – in occasione dell’inaugurazione di una mostra in cui esponeva alcuni scatti ispirati al mondo di Guareschi, Paolo mi chiese di arricchire il suo lavoro con un filmato. Così, senza ancora avere un’idea precisa, abbiamo cominciato a girare. E il racconto si è preso il suo spazio». Un viaggio nei luoghi guareschiani, tra la Bassa parmense, reggiana e mantovana, a partire dal paese natale dello scrittore, Fontanelle di Roccabianca. Ma anche ovviamente dal comune che è diventato, nell’immaginario collettivo, una vera e propria icona: Brescello.

UN PAESE

Un paese scelto dal regista della celebre saga cinematografica di Peppone e Don Camillo, Julien Duvivier, perché, si dice, vide in quella piazza il simbolo perfetto dell’universo guareschiano: la chiesa e il municipio, una accanto all’altro. Spostando lo scenario dal territorio parmense a quello reggiano e costruendo così, allo stesso tempo, un ponte di pace tra le due province. «Siamo tornati sui “luoghi del delitto” – continua Scillitani – volevamo capire se il mondo piccolo narrato nei suoi libri era effettivamente un luogo reale, pur senza coordinate geografiche precise, situato da qualche parte tra il Po e l’Appennino, oppure un luogo dell’anima. E il film, da documentario descrittivo, è diventato poesia».

Gli incontri

La chiave del lavoro di Scillitani e Simonazzi, infatti, è proprio qui, nell’oggi. «Abbiamo incontrato personaggi straordinari. Persone che vivono ai giorni nostri ma che sembrano venir fuori da un’altra epoca». Come Graziella, un’arzilla contadina novantenne con una grande energia. «Mentre la stavamo intervistando è successo qualcosa di incredibile. Era il primo giorno di primavera e lei ci disse che, tutti gli anni, proprio quel giorno, era solita ricevere la visita di una rondine, che però non si era ancora presentata. Poco dopo, mentre Graziella stava snocciolando le sue perle di saggezza, la rondine è davvero venuta a salutarla. Poi è di nuovo volata via». O come quel signore anziano che, nel bel mezzo di una festa di paese, ha deciso di animare la pista da ballo in solitario:«Eravamo capitati a una sagra di ferragosto. Ma, siccome minacciava pioggia, l’orchestra del liscio non era venuta. Al suo posto c’era un dj, che, quando ormai già faceva buio, ha cominciato a suonare. E questo signore si è messo a ballare, da solo, in una scena al limite tra modernità e poesia. È stato in quel momento che ho capito che si stava innestando qualcosa di diverso, qualcosa di veramente suggestivo. Talmente suggestivo che uno dei miei film successivi, “La libertà della luna”, è in parte figlio di quest’esperienza».

Tra le atmosfere tipiche della nostra campagna e personaggi d’altri tempi, “Mondo piccolo” racconta una realtà in estinzione. Una realtà che, a ben guardare, da qualche parte esiste ancora. Un mondo come lo avrebbe ritratto proprio Giovannino Guareschi. —