I ragazzi di Cuariegh On The Road festeggiano cinque anni di attività

L’associazione è nata il 12 novembre del 2013. I soci erano dieci, ora quaranta Elisa Mazza: «Volevamo creare una realtà dinamica per arricchire il territorio»

CAVRIAGO. Quando l’amicizia e la passione per la cultura si uniscono al volontariato: è la storia di Cuariegh On The Road, l’associazione di promozione sociale formata dai giovani cavriaghesi che, quest’autunno, compie cinque anni.

«È nato tutto nel 2013 – racconta Elisa Mazza, una dei fondatori e oggi vicepresidente dell’associazione – L’idea era quella di costruire una realtà dinamica per arricchire il territorio con eventi ricreativi, serate musicali e momenti di aggregazione. Non solo per chi aveva la nostra età, ma per riunire, appunto, diverse generazioni».


La data di nascita ufficiale è il 12 novembre 2013: da quel giorno i ragazzi di Cuariegh On The Road sono passati da dieci, poi a venti, fino ai quaranta membri attuali, sempre impegnati ad organizzare eventi e momenti di coinvolgimento.

Nel 2015, avviene la svolta: l’associazione vince il bando del comune di Cavriago per gestire quello che allora si chiamava ancora Calamita. Che, da quel momento, è diventato Kessel. E il nome non è scelto a caso: “kessel”, infatti, in tedesco significa “caldaia”, in omaggio alla grande caldaia arrugginita che, dai tempi della Cremeria, saluta gli avventori del locale di via Guardanavona.

Ma il termine suggerisce anche una metafora ben precisa: «Quella di trasmettere calore a chiunque si avvicini e abbia voglia di partecipare», spiega Elisa Mazza.

Ed è proprio questo, oggi, il ruolo del Kessel: un luogo familiare, un punto di ritrovo per vedersi, ascoltare musica, conoscere persone nuove o anche, semplicemente, scambiare due chiacchiere. Tutto questo non è rivolto solo ai cavriaghesi. «Nel corso di questi cinque anni – conferma la vicepresidente di Cuariegh On The Road – abbiamo assistito al passaggio da: “Ma che cos’è il Kessel?”, quando ancora il nostro progetto era una novità, a: “Perché no, stasera andiamo al Kessel!”. E c’è chi viene anche da fuori, spesso indipendentemente dall’evento in programma, ma proprio perché, ormai, il Kessel è un punto di riferimento in cui ritrovarsi con gli amici, una specie di seconda casa».

Del resto la stessa Cuariegh On The Road si fonda sulle solide basi dell’amicizia: «Forse è proprio questo il nostro punto di forza – continua Elisa – ci conosciamo da una vita e abbiamo un forte legame anche al di fuori dell’associazione. Ci troviamo tutte le settimane per parlare delle nostre attività. Ognuno di noi ha il proprio compito: c’è chi si occupa della comunicazione, chi degli aspetti tecnici... durante le serate invece ci diamo il cambio». Il tutto sempre a titolo di volontariato: il ricavato è destinato a sostenere le attività, in corso e successive. E, dopo questi primi cinque anni, il bilancio è più che positivo: sono tantissimi gli appuntamenti, le feste e le occasioni di incontro portati avanti grazie alla volontà e alla costanza di questi ragazzi.

A partire dalla musica: tutte le settimane è in programma almeno una serata dedicata alla musica live, con artisti reggiani e non. Sul palco del Kessel sono passati infatti musicisti della scena nazionale e internazionale, come Murubutu, Willie Peyote, Frah Quintale, Galeffi e Dargen D’Amico. Non mancano, a cadenza mensile, i djset, dagli anni ’90 al genere house. Poi ci sono gli incontri letterari dedicati alla presentazione di libri, anche in occasione di ricorrenze come l’otto marzo o la giornata della memoria.

O ancora i cineforum e le serate a tema in collaborazione con il centro cultura Multiplo e il Comune, le gare di fotografia e di pittura.

Tutti gli anni poi, ci sono gli appuntamenti fissi con la Notte Bianca del paese e la tradizionale Fiera del Bue Grasso, che viene colorata dai toni caldi del country proprio dai ragazzi di Cuariegh On The Road.

C’è persino un festival: il Sòfar, che inaugura la stagione a settembre e che è un vero e proprio mix di creatività, cultura e relax.

Cuariegh On The Road è davvero un bellissimo esempio di cultura giovanile in movimento, che non smette mai di rinnovarsi e rinnovare il territorio. Perché, come dice il loro motto, «La strada è lunga, ma abbiamo le gambe più cariche che mai». —