Tornano le Cucine del Popolo, e l’accoglienza è servita

L’appuntamento è da venerdì 5 a domenica 7 ottobre al circolo La Paradisa di Massenzatico. Quest’anno si parla di frontiere, e di come abbatterle usando il buon cibo

REGGIO EMILIA. «Se la nostra patria è il mondo intero, la nostra cucina, di conseguenza, non può che essere senza frontiere». Animate dal consueto vigoroso spirito, da venerdì 5 a domenica 7 ottobre tornano a Massenzatico le Cucine del Popolo, l’appuntamento biennale organizzato ormai da vent’anni dall’omonimo circolo, con la miscela di pasti, degustazioni, bevute e riflessioni sul cibo.

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Nel 2018, per adeguarsi all’epoca e alla cronaca, il tema è quello delle cucine senza confini: «Pensiamo di essere sul “filo del tempo” con una riflessione approfondita per le scadenze del futuro più prossimo, a partire da alcuni appuntamenti nelle città europee dove porteremo le nostre esperienze gastronomiche, mutualistiche e associative», raccontano i promotori. La rassegna inizierà il 5 ottobre e si concluderà la sera di domenica 7 con l’immancabile conclusivo canto collettivo dell’Internazionale.



La sede è il circolo “La Paradisa” a Massenzatico, con escursioni a poche decine di metri di distanza al Teatro Artigiano, dove Camillo Prampolini costruì la prima casa del popolo italiana. Completamente autogestito, vede la collaborazione di decine di volontarie e volontari, fra cui le cuoche di Massenzatico, da settimane impegnate nella preparazione dei cappelletti.

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Venerdì pomeriggio si parte con i primi aperitivi e, alle 19, con un intervento dei giornalisti Armando Torno e Rinaldo Giarola, seguita dalla cena con gnocco fritto e dal concerto dei Suonatori Libertari Calabresi.

Sabato mattina si riprende con un laboratorio sui liquori e con il pranzo operaio curato dal Barone Rosso della Lunigiana, storico cuoco toscano. Alle 15 al teatro parte il convegno sulle “Cucine senza confini” con la presenza di docenti e storici, fra cui Alberto Capatti, Elisabetta Salvini, Pietro D’Alessio. Alle 19 si parla di una similare esperienza spagnola prima di andare a cena per il Veglione Rosso e chiudere coi canti del coro “Violenti Piovaschi” e lo spettacolo dei Guseder.

Un grande classico delle Cucine del Popolo è il “Veglione Rosso” del sabato sera al Teatro Artigiano. A cena verrà riproposto il menù del veglione di capodanno cucinato nel 1910 da un gruppo di militanti socialisti della nostra provincia: cappelletti in brodo e bolliti, antipasti di salumi e salse di campagna (le vecchie e robuste salse verdi e rosa da accompagnare alla carne lessa, a base di erbe, carote, uova e sottaceti), oltre al dolce e al rigoroso lambrusco rosso reggiano. La cena è uno dei momenti più attesi dell’intero programma, nelle scorse edizioni si sono ritrovate in media quasi trecento persone a tavola e anche nel 2018 è caldamente consigliata la prenotazione. Il costo di partecipazione è di 21 euro a testa, per prenotare: 347-3729676. 

Domenica mattina si parte presto, alle 9, con la distribuzione dello zabaione della mamma, seguita dai laboratori su ghiaccioli, frattaglie e sottaceti e, a mezzogiorno, con la riflessione di Capatti contro le “proibizioni dell’Onu” in merito all’olio d’oliva, al prosciutto crudo e al Parmigiano Reggiano. A pranzo si potranno mangiare piatti dei paesi da cui provengono diversi rifugiati accolti a Reggio. Nel pomeriggio poesie ed esibizioni prima di salutare con gnocco fritto, performance con ospiti a sorpresa e L’Internazionale.

Info: www.cucinedelpopolo.org. —