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Viaggio nel tempo direzione Canossa

Dall’antica pieve di Puianello immersi nel verde fino alla vista della rupe e del castello che si affacciano e scrutano maestosi 

CANOSSA. «Anche voi qui per il perdono?». «No, contessa, nulla da farci perdonare. Abbiamo solo fatto quattro passi e siamo arrivati fin qui per gustarci le meraviglie di questi luoghi». «Capisco, allora buon proseguimento di giornata e di visita. Il castello non è più come una volta però un giretto lo merita sempre. Anche perché c’è un panorama unico, che permette all’occhio di arrivare fino alla piana, di osservare dall’alto Rossena e Rossenella e tanto altro dei miei possedimenti». «Conte ...

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CANOSSA. «Anche voi qui per il perdono?». «No, contessa, nulla da farci perdonare. Abbiamo solo fatto quattro passi e siamo arrivati fin qui per gustarci le meraviglie di questi luoghi». «Capisco, allora buon proseguimento di giornata e di visita. Il castello non è più come una volta però un giretto lo merita sempre. Anche perché c’è un panorama unico, che permette all’occhio di arrivare fino alla piana, di osservare dall’alto Rossena e Rossenella e tanto altro dei miei possedimenti». «Contessa, grazie per i consigli».

Matilde si congeda e se ne va nelle segrete. I due visitatori rimangono lì, emozionati per l’incontro.

Si potrebbe anche immaginarlo così l’arrivo a Canossa. Tra fantasia, tanta ovviamente, e realtà. Due chiacchiere con la Matilde, ai piedi della sua fortezza. Per un viaggio nel tempo che riporta a quasi mille anni fa. Due sentieri e una stessa destinazione: Canossa. Lungo la via Matildica del Volto Santo, il cammino che unisce Mantova a Lucca. O con partenza da Puianello, a pochi metri dalla storica pieve della Mucciatella. Due sentieri che sono un tuffo nel passato. Tra luoghi matildici, zeppi di storia: «La via Matildica del Volto Santo passa vicino l’abitato di Vezzano – spiega il sindaco Mauro Bigi – lungo il Crostolo. Sale al monte Grafagnana, scende a Signano, poi su a Casola. I due sentieri poi si uniscono sul crinale. Si arriva a Canossa percorrendo vie insolite, attraverso paesaggi unici».

«Un percorso – aggiunge ancora il primo cittadino vezzanese – quello della via Matildica del Volto Santo, con un dislivello massimo di circa trecento metri, che conduce fino alla rupe canossiana in circa tre ore di cammino. Un cammino adatto a tutti, dai più grandi ai più piccoli. Un sentiero semplice e ben segnalato, la cui manutenzione ordinaria e straordinaria è assicurata dal Cai. In un territorio che offre panorami indescrivibili tra le tante case a torre del periodo post-matildico. E nei luoghi del Parmigiano Reggiano, quei luoghi dedicati all’agricoltura e spesso ancora intatti. E poi basta buttare l’occhio verso la pianura…».

Buttare l’occhio verso la pianura vuol dire, nei giorni di limpido, la possibilità per lo sguardo di giungere fino alle prime Alpi. E allora via, scegliendo il sentiero che parte dall’antica pieve di Puianello. Zaino in spalla. Un lungo su e giù, sul crinale della collina, tra vallate che si aprono sotto i piedi. Il sole alto che gioca a nascondino con le nuvole, la natura rigogliosa. Il caldo. Una sosta.

Ci si rimette in cammino. Immersi nel verde. Sedrio laggiù, Pecorile. Si sale fin su, fino al vecchio albero che scruta i viandanti e quasi sembra salutarli. La brezza accarezza i volti, dà refrigerio. La sosta rigenera. Uno sguardo alla piana. Una piana infinita, che arriva là e là dopo ancora. Il silenzio e l’andar lento qui. Il rumore e la frenesia là, là in fondo. Due mondi vicini, ma altrettanto lontani. Il rumore della ghiaia accompagna i passi, il profumo dei campi tagliati di fresco si intrufola nelle narici. Si scende e si sale. Il monte. «Eccola la rupe, eccola Canossa». Poi giù, vicino la frazione di Carbognano. La strada intanto si fa ancora più dolce. Sono gli ultimi metri, la rupe e il castello si affacciano e scrutano. Maestosi. Ancora qualche metro.

«No, contessa, abbiamo solo voluto fare una passeggiata in questa estate strana. A volte troppo afosa, a volte no. Però, che meraviglia da qui». Matilde sorride. E scompare rapida nelle segrete della fortezza. —