Guethy Sini in tour per “curare” con la musica

Il meccanico di bici e leader degli Hakuna Matata: «Così regaliamo gioia alla gente»

REGGIO EMILIA. La musica come veicolo di gioia e come strumento di unione tra le persone. È questo lo spirito del gruppo Hakuna Matata, la band multietnica il cui leader è Guethy Sini, meccanico di bici al BiciBox di fianco alla stazione di Reggio Emilia.

Guethy Sini lancia il tour degli Hakuna Matata

Dalle bici riparate alla stazione di Reggio Emilia alla tournée in Italia, Guethy Sini ora lancia "No stress"

E per chi ha il piacere di conoscere Guethy Sini può vedere i suoi occhi che si illuminano quando parla della musica, quasi come quando stringe tra le braccia la piccola Melodie, la bimba di cinque mesi che ha avuto da sua moglie: «Attraverso la musica vogliamo regalare gioia alla gente – afferma Guethy Sini – e il progetto Hakuna Matata non è solo nostro, ma anche dei nostri figli».



Alla Gargotta del Popol Giost, qualche giorno fa, ha preso il via il tour degli Hakuna Matata con un concerto acustico di Guethy Sini, che sogna di dedicarsi solo alla sua musica. Ad aprile poi uscirà il primo album della band dal titolo “No Stress”.

La band ha dato il via anche a un progetto di crowdfounding su musicraiser con cui i fan possono aiutare la band a registrare e a promuovere l’album, ricevendo poi direttamente a casa o l’album stesso o dei gadget degli Hakuna Matata.

Quali sono le sue sensazioni alla partenza del tour?

«C’è una grande emozione – ha sottolineato Guethy Sini – perché nessuno sa quello che potrà succedere in futuro, ma noi dobbiamo riuscire a superare tutto questo, andando sul palco e suonando la nostra musica».

La prima tappa a Reggio, una città che sta iniziando a scoprire la musica degli Hakuna Matata.

«Iniziamo da Reggio perché qui ci sentiamo a casa e ci sono tante persone che fino ad oggi ci hanno sempre dato un grosso aiuto. E dalla spinta che riceveremo da Reggio vogliamo partire per conquistare anche tutte le altre province dell’Emilia Romagna e l’Italia».

Gli esordi di Guethy Sini e degli Hakuna Matata

"Ascoltami, aggiusto le bici e non sono un ladro", la risposta reggiana a Bello Figo



Quali sono le altre date che avete già fissato?

«Venerdì 16 marzo saremo a Carpi per un progetto che si chiama “Musica in poltrona”, poi il 6 aprile con la band al completo faremo un concerto al Blu J di via dei Pratonieri, a Reggio. Siamo in attesa di fissare le altre date perché in concomitanza c’è anche la preparazione dell’album, che pensiamo di finire entro il mese di aprile; da lì in avanti potremo fissare molti più concerti senza il timore che le cose si sovrappongano».

Come mai avete deciso di intitolare l’album No Stress?

«Partiamo dal nome Hakuna Matata, che significa senza pensieri, molto conosciuto per il famoso cartone animato. La musica è la nostra medicina e vogliamo che anche per chi ci ascolta diventi una cura. Con i nostri suoni vi porteremo in giro per l’Italia, in Africa e in Asia, facendovi viaggiare con la fantasia».

Da dove è partito il progetto Hakuna Matata?

«Tutto è iniziato a Parma con Jaques (il manager della band, ndr). Vedevo che eravamo in tanti a suonare e cantare autonomamente e da lì mi è venuta la voglia di fare qualcosa di nuovo, un gruppo unico per “cercare di arrivare al cuore delle persone”, perché la musica rende liberi. Non è stato facile raggruppare le persone provenienti da tanti Paesi diversi e con abitudini diverse, però con il tempo siamo riusciti a mettere in piedi una bella struttura. Io definisco gli Hakuna Matata come l’arcobaleno, perché dentro ci sono tutti i colori».

Il primo singolo degli Hakuna Matata, uscito nel 2017

Hakuna Matata, il video girato sul lungo Crostolo



Insomma tutti uniti nella musica...

«La musica è un linguaggio universale e anche se le persone all’inizio non parlano la stessa lingua, proprio attraverso la musica possono andare nella stessa direzione».

Il progetto Hakuna Matata può essere anche un esempio di unione tra le diverse etnie?

«Venire da diverse parti del mondo non ci deve dividere. Non dobbiamo giudicare solamente dalle apparenze senza conoscere le persone, perché “È cieco chi guarda solo con gli occhi”. E questo è lo spirito che sento dentro agli Hakuna Matata».

Vi sentite anche ambasciatori dell’Italia?

«Sì, perché noi ci sentiamo in dovere di spiegare alle persone che incontriamo le tante bellezze che racchiude l’Italia. E alle persone all’estero raccontiamo che c’è una parte meravigliosa dell’Italia che spesso non viene vista».

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