Marco Sforza in tournée per un nuovo disco dal vivo

Il cantautore registrerà ogni concerto, come 10 anni fa: «Ma sarò solo sul palco» In cantiere anche uno spettacolo teatrale con Elisa Lolli, dedicato alla Bassa

REGGIO EMILIA. Un 2018 da vivere presentando canzoni inedite, registrando concerti, calcando palchi teatrali. Sarà decisamente un anno intenso quello che attende Marco Sforza, 37enne musicista e cantante di Campegine alle prese con numerosi progetti divisi fra la musica “pura” e il suo secondo amore, il teatro.

In che acque preferisce navigare ora, Sforza?


«Più vado avanti più trovo nel teatro la mia giusta dimensione».

In questi anni ha lavorato tanto in questo senso?

«Da cinque anni collaboro con la compagnia teatrale reggiana MaMiMò, mi occupo delle musiche per i loro spettacoli, spesso canto e ogni tanto recito anche con loro».

Lavora solo con loro?

«No, da due anni assieme a un’attrice molto brava, Valeria Perdonò, portiamo avanti uno spettacolo contro la violenza sulle donne. Siamo solo io e lei sul palco; io la accompagno col pianoforte e faccio i cori sul suo monologo».

Lei però nasce musicista, giusto?

«Sì, nasco come pianista, ho studiato tastiera per dieci anni e poi ho scoperto la chitarra, oggi l’accompagnamento che preferisco».

Ed è pure, in modo peculiare, arrivato a cantare?

«Avevo qualche problema di dizione, di balbuzie. E da quando canto il problema è calato molto».

Sparito?

«Quando canto non c’è più, è anche questione di come si usa il diaframma nel canto, in maniera diversa».

Adesso è pronto a tornare in tour?

«Il 2018 lo voglio dedicare a un nuovo progetto, a un disco dal vivo in solitaria, dopo aver inciso un disco a cui tengo molto, “Suonare”, assieme al mio amico Dedo Baglioni».

Un album live?

«Ne avevo registrato uno dieci anni fa, ora ho accumulato tanto materiale e voglio girare posti belli dell’Italia, locali, osterie, festival, case».

E con lei chi ci sarà?

«Solo io e il mio amico Franco Fucili, un bravissimo fonico che registrerà ogni serata».

Ogni concerto?

«Si, vogliamo registrare tutto e poi alla fine realizzare un album live».

Venderà anche le singole serate, come fatto in passato da Pearl Jam ed Elio e le Storie Tese?

«No, quello sarebbe complicato tecnicamente. Registrare invece oggi è semplice, la tecnologia aiuta».

La tecnologia aiuta, ma crea pure distacco. I dischi sono ancora richiesti?

«Si direbbe di no ma io trovo ancora tanta passione, tanta voglia di supporto fisico».

Torniamo al tour. Da solo sul palco, e tutti brani inediti. Una scelta coraggiosa, no?

«Mi piace sfidare il pubblico e credo di farlo. Sarò solo voce e chitarra, solo brani nuovi e nessuna cover. Oggi mi trovo bene così, i miei brani stanno bene per voce e chitarra, nascono così e io cerco la semplicità, in questa fase. Anche se ovviamente qualche canzone renderebbe bene anche con suoni più pieni».

Si dedicherà solo ai suoi concerti in solitaria?

«No, ho altri appuntamenti. Il 4 marzo suonerò allo storico studio di registrazione Esagono di Rubiera. Alle domeniche propongono degli spettacoli per poche decine di persone con un autore straniero. Il 4 marzo ci sarà il chitarrista Marcus Eaton e io aprirò il concerto. Tutta la serata sarà registrata, sarà anche una prova per il mio live».

E il teatro? Ora è fermo?

«Tutt’altro. A marzo inizierò anche un percorso a cui tengo tantissimo, uno spettacolo di teatro canzone dedicato alla mia Bassa».

Alla Bassa?

«Esatto, è un progetto teatrale assieme all’attrice correggese Elisa Lolli in cui vogliamo raccontare, appunto, la Bassa. Abbiamo scelto anche una foto a tema per la locandina, un bellissimo scatto di Riccardo Varini».

Dove nasce l’idea?

«Io nella Bassa ci sono nato, e alla fine credo sia un luogo molto più piacevole e bello da vivere di quel che si creda. Sarà un dialogo fra una “cittadina” scettica e me, che proverò a convincerla delle bellezze della Bassa».

Dove si potrà vedere?

«Lo presentiamo il 2 marzo a Campegine, al teatro Aurora, e il 10 marzo saremo nel modenese, a Rovereto sulla Secchia. Gli aggiornamenti li trovate sul sito www.marcosforza.it».

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