Made in Italy, Ligabue porta Riko e Sara nella sua Correggio

Il rocker ha scelto di organizzare l'anteprima al Cinepiù. Stefano Accorsi: "Un onore lavorare con Luciano".
Kasia Smutniak: "Un'esperienza bellissima, ne porterò il ricordo nel cuore". 

CORREGGIO. Nelle sale da ieri in 400 copie, “Made in Italy”, il film di Luciano Ligabue a vent’anni da “Radiofreccia”, ha invaso la penisola.

Le parole di Luciano Ligabue

L'anteprima di Made in Italy a Correggio, Ligabue: "In sala c'è anche mia mamma, speriamo le piaccia"



L’invasione non poteva partire che da Correggio, paese natale di Luciano Ligabue. Mercoledì sera al Cinepiù ha avuto luogo un’anteprima alla quale hanno partecipato oltre a Luciano Ligabue e al cast – Kasia Smutniak, Stefano Accorsi, Domenico Procacci (produttore) – numerosi esponenti delle istituzioni: Stefano Bonaccini e Massimo Mezzetti (presidente e assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna), Luca Vecchi, Ilenia Malavasi, Elena Carletti (sindaci, rispettivamente, di Reggio Emilia, Correggio e Novellara), Giammaria Manghi (Provincia) e tanti altri ancora.



La serata organizzata al Cinepiù di Correggio era stata anticipata da una proiezione speciale organizzata in segreto circa due settimane fa, e che aveva portato l’intera troupe – attori ma anche tutte le maestranze – a Correggio con un pullman inviato dal rocker a Roma. “Made in Italy” è stato girato in questa lunga estate calda tra Reggio Emilia, Novellara, Correggio, Scandiano e Gattatico e numerosi sono gli scorci riconoscibili – piazza Fontanesi, il cortile del Caffè Arti e Mestieri, le Ex Officine Reggiane; l’ingresso del Corallo e la Rocca di Scandiano, il bar Roma e la piazza e i portici di Novellara, l’interno del Fuori Orario di Gattatico. Realizzato grazie anche al sostegno dell’Emilia Romagna Film Commission, interlocutore ideale di produzioni, enti, imprese e professionisti che operano sul territorio regionale.

Stefano Accorsi e Kasia Smutniak innamorati di Reggio Emilia, le loro parole

Made in Italy, Stefano Accorsi e Kasia Smutniak a Correggio per l'anteprima del film

 

Luciano Ligabue ha scelto come protagonista di questo suo terzo film ancora Stefano Accorsi, alter ego del regista che di Riko dice: «Avrei potuto essere io se non avessi trovato nessuno che mi produceva un disco». Riko lavora in un salumificio dove da trent’anni insacca mortadelle, sta insieme a Sara (Kasia Smutniak) che a Reggio ha un bel salone da parrucchiera. Hanno un figlio, Pietro, che tra poco andrà al Dams («Il primo della famiglia ad andare all’università»). Riko vive nel paradosso di aspettare un cambiamento ma di non riuscire a essere il motore di quel cambiamento, è legato alle sue radici, alla sua terra, alla donna di cui si è innamorato tanti anni fa, all’azienda che ha visto crescere e che ora è sprofondata nella crisi. 


Luciano Ligabue da sempre racconta la provincia: «Io vivo in provincia da un numero irraccontabile di anni e ci sto bene, il mio raggio di azione è limitato geograficamente ma racconto ciò che conosco bene». Accorsi ha dichiarato che con questo film è ritornato sui luoghi di Radiofreccia, girato vent’anni fa: «Siamo stati accolti a braccia aperte e da emiliano, anche se sono di Bologna e non aggiungerei altro (e ride ndr), è sempre un’emozione tornare nella mia terra anche se non vivo qui da anni». In un’altra occasione Accorsi aveva dichiarato: «La pianura padana quella nebbia lì, quell’odore della nebbia, ce n’è sempre meno ma per me è proprio casa».

All'anteprima anche Marco Ligabue, orgoglioso del fratello Luciano

Made in Italy a Correggio, Marco Ligabue: "E' un film bellissimo ed emozionante"


Kasia Smutniak ha ricordato di essere stata nel reggiano per circa un mese e mezzo: «È stata l’estate più calda degli ultimi cento anni (e ride ndr). Quello che mi ha colpito di più sicuramente è stata la gentilezza delle persone. Un tratto che non si trova ovunque ma che è forse tipico delle piccole città, sicuramente di queste parti. Accadeva che spesso, girando per il centro, mi perdessi, forse per stanchezza, ma alla fine trovavo sempre qualcuno che mi aiutava a ritrovare la strada dell’albergo».

Domenico Procacci di Fandango ha ringraziato le istituzioni per aver agevolato la produzione nelle riprese. Il sindaco Luca Vecchi ha dichiarato: «Made in Italy è un film molto bello, drammatico, vero e profondo. Un film che, senza retorica, ti restituisce l’Italia di chi fa fatica, l’Italia di chi rischia di restare travolto dalla crisi. L’Italia di chi, armato unicamente dei propri valori, quelli della persona onesta, cerca di resistere e nel dramma ripartire. In questo non sfugge una fiducia, una speranza che anche nel momento peggiore non viene schiacciata. Inoltre è un film che ci restituisce la nostra terra, con i suoi luoghi: le Reggiane, Correggio, piazza San Prospero, Novellara e la Rocca di Scandiano ma anche una serie di valori che senza troppi giri di parole Luciano Ligabue è riuscito a rappresentare».


Numerosi gli applausi al termine della proiezione. Al Cinepiù di Correggio sono state organizzate due proiezioni: una “ufficiale” e un’altra, in una sala adiacente, per gli amici e i componenti del fan club di Luciano Ligabue.

Ora il responso passa al pubblico, che di certo invaderà i 400 schermi in cui “Made in Italy” sarà proiettato fino a... data da definirsi. Gli auguriamo lunga vita!