La Madonna del Giglio di Sassoferrato in trasferta a Perugia

Dalla chiesa di San Pietro a Reggio Emilia al complesso benedettino San Pietro di Perugia, questo il viaggio del dipinto di  Giovan Battista Salvi

REGGIO EMILIA. Dalla chiesa di San Pietro, in via Emilia a Reggio, a Perugia. Questo il viaggio del dipinto della “Madonna del Giglio”, riconosciuto quale autografo del Sassoferrato.

Il dipinto reggiano sarà in mostra nella città umbra fino al 1° ottobre. Dopo essere stato prelevato dalla sua sede all’interno del quadro del Mastelletta, protetto in una cassa appositamente studiata e sotto la supervisione dei funzionari dell’ufficio beni culturali della diocesi e della soprintendenza, la tela è partita nei giorni scorsi alla volta di Perugia.


Considerata abitualmente copia da un originale di Giovan Battista Salvi, sulla base di documenti d’archivio recentemente scoperti, il dipinto è ora da assegnare direttamente al pennello del pittore, conosciuto come il Sassoferrato (nome che deriva dalla cittadina marchigiana che gli diede i natali).

Occasione della trasferta dell’opera reggiana è la prima mostra monografica sul pittore (Sassoferrato, 25 agosto 1609 – Roma, 8 agosto 1685) che scelse Perugia come sua città di adozione, lasciando nelle sue chiese un notevole numero di dipinti, caratterizzati da suggestioni che spaziano da Lotto a Domenichino, con una forte ripresa del linguaggio di Perugino e del suo massimo allievo, Raffaello Sanzio.

L’esposizione, che ha il suggestivo titolo “Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita”, è stata curata da Cristina Galassi, docente nell’ateneo di Perugia e da Vittorio Sgarbi, notissimo critico d’arte. Inaugurata lo scorso 7 aprile negli spazi del monumentale complesso benedettino di San Pietro a Perugia, chiuderà i battenti il 1° ottobre.

Uno spazio significativo della mostra è riservato all’iconografia della “Madonna del Giglio”, immagine devozionale che assicurò grande notorietà al Sassoferrato. Tre le versioni esposte: due provenienti da Reggio Emilia e Modena, la terza conservata nel complesso monastico di Perugia, sede dell’esposizione. In queste opere l’artista riprende un’antica icona di culto realizzata da Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, dotatissimo seguace di Perugino e Raffaello.

Al termine della mostra il dipinto la “Madonna del Giglio” tornerà a casa, nella chiesa di San Pietro.