Reggio Emilia, i Musei Civici si arricchiscono grazie al lascito dei Motti

Quindici opere, tra cui dieci tele di Ottorino Davoli, per un valore di 120mila euro

REGGIO EMILIA. Quindici opere, di cui dieci di Ottorino Davoli, in arrivo ai Musei Civici di Reggio. A decidere di regalarle alla città, prima di morire l’8 febbraio scorso, è stata Giulia Motti, insegnante alla scuola media Leonardo da Vinci di viale Monte San Michele, dove era collega della sorella maggiore Maria, storica prof di musica morta nel 2013.

«Il lascito di Giulia Motti – commenta Elisabetta Farioli, direttore dei Civici – era del tutto inaspettato, e anche per questo è molto gradito. La signora Motti era erede di un’importante famiglia reggiana, nota nel campo dell’arte. Suo padre, l’ingegner Antonio Lorenzo Motti, è stato uno dei fondatori della Famiglia artistica reggiana, nonché primo presidente, e per tutta la vita ha frequentato artisti. Da qui la sua importante collezione».

Grazie alla generosità di Giulia Motti, il patrimonio dei Musei Civici si arricchirà di dieci oli su tela di Ottorino Davoli (“L’ora della musica”, “Il viandante”, “Lo scultore”, “Ritratto di Angela Motti”, “Contadine”, “Ritratto di Carolina Motti”, “Due giovani (o due sorelle)”, “Due bambine che giocano”, “Le trebbiatrici”, “Tosatura delle pecore”) realizzati tra il 1914 e il 1943.

«È un gesto molto importante – commenta Elisabetta Farioli – perché Davoli, nato nel 1888 e morto nel 1945, è stato uno degli artisti reggiani più significativi: all’inizio del Novecento ha avuto l’intuizione di unire i motivi pittorici post impressionisti alla pittura tonale, elaborando così uno stile molto personale e riconoscibile, che poi ha fatto scuola. A lui ha guardato l’ultima generazione di artisti, non solo reggiani».

Gli eredi della famiglia Motti, inoltre, hanno deciso di donare alla città anche altre cinque opere (raggiungendo così un valore di 120mila euro): “Cascina di campagna” di Giuseppe Tirelli, “Ritratto maschile con cappello” di Giuseppe Menozzi, “G. Motti” di Giannino Tamagnini, “Il suonatore” di Armando Giuffredi e “Figura femminile” di Tonino Grassi. «L’esposizione delle opere ai Musei Civici – conclude Farioli – sarà anche l’occasione per una rilettura della figura dell’ingegner Motti, così importante per la promozione delle arti e della cultura a Reggio».

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