Cucina, la passione delle tapas arriva in centro storico

Dal Controversia, dove piatti e prodotti sono rigorosamente iberici alla Bottega 39 che punta sulla cucina italiana rivista e corretta 

REGGIO EMILIA  L’appetito da spegnere tappando la fame, con tanti piatti gustosi, figli della tradizione spagnola o di quella italiana. Negli ultimi anni le tapas, piccole porzioni di cibo tipiche della Spagna, da consumare in compagnia e accompagnate da alcolici, hanno preso piede anche a Reggio, con la nascita di due locali in pieno centro storico.

Non è certo un fenomeno solo della nostra città, chiunque abbia visitato la Spagna ha imparato ad apprezzare questa abitudine gastronomica e le riproposizioni anche all’estero sono in grande crescita, tanto che il 15 giugno tornerà “La Giornata Mondiale delle Tapas” promossa dall’ente spagnolo del turismo. Per chi vive nel Reggiano, non c’è bisogno né di spostarsi né di attendere, è sufficiente un giro attorno a piazza Fontanesi per trovare il Controversia Tapas Bar in via Manfredi, una parallela di via San Carlo, e la Bottega 39 affacciata su piazza XXIV Maggio, la vecchia “piazzetta della legna”. Se la base filosofica è la stessa, la declinazione concreta è molto differente.

Il Controversia è un classico tapas bar gestito da due ragazze, Denise Sgro e Asuncion Murcia (quest’ultima spagnola) con piatti e prodotti tipici iberici. «Da noi in Spagna si mangia insieme, c’è grande condivisione, si assaggia dai piatti degli altri, non è come qui dove ognuno si prende la sua pizza o i suoi tortelli», raccontano. «Né tantomeno come in Nord Europa, dove l’idea di mangiare mentre si beve è lontana.

A Londra non esiste, noi ci siamo conosciute lì lavorando in un ristorante spagnolo e abbiamo deciso di provare questa avventura a Reggio, in un centro storico molto bello». Tutto, al Controversia, ha sapore di Spagna. «Noi realizziamo piatti tipici della cucina spagnola, di mare come di terra, e usiamo solo prodotti spagnoli. Facciamo arrivare vini e salumi, ad esempio, che sono molto apprezzati». Come da copione, la forza sono la varietà e i prezzi contenuti dei singoli piatti: «Due persone possono mangiare con cinque piatti, diciamo, e così possono assaggiare tante cose diverse. Il bere? Vanno molto vino, birra e la sangria, oltre al cava, lo spumante di brut tipico spagnolo».

La Bottega 39, invece, punta sull’Italia. «Il nostro locale è stato pensato con cura, anche per essere replicabile e difatti stiamo lavorando a un’altra Bottega 39 a Modena. L’idea era di trasformare la cucina italiana in qualcosa di più spiritoso, di approcciare la filosofia delle tapas e di offrire qualcosa di poco impegnativo. I piatti costano o 4 o 6 euro e la formula è piaciuta molto, soprattutto alle donne. Pensavamo di avere soprattutto un pubblico giovane e invece abbiamo scoperto di avere una clientela molto più variegata», spiega Federico Riccò, titolare insieme a Francesco Menozzi. La filosofia è quella spagnola, ma poi si parla italiano: «La mezza porzione di un piatto tipico di tortelli non ha senso, quindi puntiamo a sperimentare, a fare abbinamenti coraggiosi. È possibile farlo, perché sono piatti economici, non così impegnativi». L’altra metà del cielo è ovviamente liquida: «Metà sono tapas, metà sono cocktail: il pubblico che cena con i cocktail è sempre in crescita, e noi anche su questo puntiamo alla massima qualità».