“Mister Dada” e la street art che tiene in pugno il tempo

Cavriago, l’artista Daniele Castagnetti ha dipinto un’intera facciata del circolo Kessel: «Un omaggio all’equilibrio, tra la severità dell’orologio e la lentezza della natura»

CAVRIAGO. Un muro da record. Da qualche settimana il muro dell’ex fornace di Cavriago in via Guardanavona, a lungo sede del circolo Arci Calamita e ora del circolo Kessel, ospita un’opera imponente, di 15 metri per 10, frutto del lavoro dell’artista reggiano “Mister Dada”, alias di Daniele Castagnetti. Si tratta di un disegno enorme, probabilmente il più ampio lavoro singolo di street art realizzato nel territorio reggiano sino ad ora.

È il frutto di giorni con aste, carrelli, e pennelli: Castagnetti – che quest’estate ha partecipato a festival di street art ad Abriola (Potenza) e al “R.u.s.c.o” di Bologna, oltre ad aver dipinto i Musei Civici di Reggio in occasione di Fotografia Europea e aver realizzato murales per privati in Emilia, in Lombardia e anche all’Isola d’Elba – lo ha dipinto durante lo svolgimento del Sofarfestival, la prima edizione di un festival di arte e musica organizzato dal circolo Kessel nel piazzale della Cremeria a settembre.

Al centro il tratto distintivo del writer reggiano: le mani. Una enorme mano regge da un lato un vecchio orologio da taschino e dall’altra dei fiori di camomilla, metafore del tempo che stringe e pressa e del richiamo alla calma e a un rapporto misurato. Il titolo è per certi versi un ammonimento a fare attenzione a questi due poli. Il disegno si chiama infatti “Be Careful”, “Stai attento/prenditi cura” in inglese. «C’è la mano, quella mano che io disegno sempre nelle mie opere, e c’è il tentativo di far riflettere chi guarderà l’opera, senza voler provocare e senza voler cercare forzature», spiega Castagnetti. In questa ottica l’artista definisce la sua opera cavriaghese «come un implicito omaggio all’equilibrio personale, l’equilibrio dell’uomo tra il tempo (l’orologio come simbolo della dipendenza umana al tempo, al vivere velocemente e alla conseguente mancanza di riflessione e profondità nelle scelte) e la sonnolenza (La camomilla come simbolo della rilassatezza,a volte indotta, che in casi estremi può portare all’apatia e alla mancanza di stimoli)».

L’altro dato che spicca è quello delle dimensioni. L’intero enorme muro del circolo è ora la “sede” del disegno: «Credo che a Reggio non siano mai stati realizzati disegni singoli così grandi, da nessuna parte. Nemmeno alle Officine Reggiane. Quello – riflette Castagnetti – era un altro discorso, una sorta di allenamento se vogliamo». Dal punto di vista pratico, ha richiesto un lavoro particolare, con l’utilizzo di una piccola gru con cestello, di quelle usate per la pulizia in quota del verde o per sistemare lampioni e fanali. «Io disegno con la mia asta, che arriva sino a 9 metri di lunghezza, e così almeno per tracciare le basi ho potuto lavorare da terra. Una volta decise le proporzioni, poi, ho usato la gru per completare l’opera dalle altezze necessarie. Devo fare i complimenti a chi a Cavriago ha creato le condizioni per lavorare così».

Negli anni scorsi a Cavriago c’erano state polemiche su alcuni murales partigiani in centro, in questo caso nessuno ha avuto nulla da dire, anzi: «Ho avuto i primi apprezzamenti in diretta. La zona del circolo è quella delle scuole, c’è un gran passaggio di genitori e di bambini e le famiglie che si fermavano erano tutte contente di quello che vedevano», sorride Castagnetti.