In edicola con la Gazzetta il libro sulle Reggiane

Il saggio di Michele Bellelli ripercorre tutta la storia delle Officine, che non furono solo una fabbrica ma un luogo della comunità

REGGIO EMILIA. La storia epica delle Reggiane: una straordinaria vicenda di uomini e macchine, di braccia e menti, di fatica e di ingegno.

È questo ciò che si trova sfogliando le pagine di “Reggiane. Cronache di una grande fabbrica italiana”, scritto da Michele Bellelli e pubblicato da Aliberti compagnia editoriale.

Alle Officine Meccaniche Reggiane, affettuosamente abbreviate in “Reggiane”, entrarono migliaia di giovani che hanno cambiato la loro storia personale e quella collettiva, trasformando una provincia contadina in un territorio di artigiani e piccole industrie.

Ma questo libro, come scrive Massimo Storchi nella sua prefazione, non è solo una monografia sulla storia industriale emiliana e nazionale. «Le Reggiane – spiega lo storico – non sono state solo una grande e importante fabbrica che ha attraversato le stagioni sociali ed economiche del Novecento. Sono state molto di più e di diverso, un pezzo del vissuto di una comunità che di quella storia si sente ancora oggi partecipe e, in qualche modo, erede».

Il popolo delle Reggiane, le generazioni di lavoratori che si sono succedute in quei capannoni ormai leggendari – e ancora impressionanti all’occhio del visitatore – hanno cambiato in profondità non solo la loro storia personale, ma quella collettiva. Innanzi tutto dando vita a una realtà industriale di prim’ordine nel panorama dell’Italia a cavallo della Seconda guerra mondiale; poi «trasformando una provincia contadina – scrive Storichi – in un territorio di artigiani e piccole industrie negli anni più difficili della ricostruzione, quando la chiusura di un’azienda ormai condannata significò per tanti, dopo la sconfitta sindacale, anni di difficile adattamento alla nuova realtà, fra prime iniziative imprenditoriali, disoccupazione ed emigrazione».

Michele Bellelli prende spunto dalla propria tesi di laurea per ripercorrere la storia delle officine e tracciare un profilo cronologico molto dettagliato (aiutato, in questo, dalle fonti di archivio aziendali fruibili dal 2014). Il tutto è corredato da fotografie dell’epoca, che, forse più delle parole, riescono a descrivere quegli anni di fermento in cui Reggio Emilia era cuore e mente della produzione meccanica italiana. Nel saggio si va dalla fondazione della fabbrica alla prima crisi degli anni Trenta, dalla produzione aerea che portò il massimo sviluppo economico – «ma anche la rovina della distruzione bellica», ricorda Storchi –, fino agli anni Novanta, precisamente al 1994, quando le Officine Reggiane vennero cedute alle Officine meccaniche Fantuzzi Spa.

IN EDICOLA. Il saggio di Michele Bellelli, “Reggiane. Cronache di una grande fabbrica italiana” uscirà giovedì 28 luglio in abbinamento opzionale con la Gazzetta di Reggio a 8,80 euro (escluso il costo del giornale) e resterà in edicola fino al 30 settembre.

L'AUTORE. Storico e archivista, Michele Bellelli lavora al Polo Archivistico del Comune di Reggio Emilia gestito da Istoreco. Ha pubblicato diversi articoli per la rivista “RS-Ricerche storiche” con argomento la Resistenza e le Officine Reggiane. Ha curato il lavoro su Reggio Emilia per la creazione di un database regionale dei partigiani dell’EmiliaRomagna: “Identikit della Resistenza, i partigiani dell’Emilia-Romagna” (Clueb, 2011). Ha pubblicato come co-autore saggi sulla Prima guerra mondiale: “Piccola Patria, grande guerra, la prima guerra mondiale a Reggio Emilia” (Clueb, 2008) e “Una regione ospedale, medicina e sanità in Emilia-Romagna durante la prima guerra mondiale” (Clueb, 2010).