Turismo, partono i "Sentieri Partigiani" sulle tracce della Resistenza

Castelnovo Monti, dal 10 al 13 settembre itinerari tra l'Appennino reggiano e Reggio Emilia con la testimonianza di partigiani e familiari di chi ha vissuto la guerra

CASTELNOVO MONTI. Dalla Germania e dal nord Europa sulle tracce dei resistenti, fra sentieri, boschi, laghi. Da giovedì 10 al 13 settembre l’appennino reggiano ospita nuovamente i “Sentieri Partigiani” promossi da Istoreco, ormai un classico appuntamento per il settembre dedicato alla storia e alla Memoria.

Quella in partenza è la 22esima edizione dei “Sentieri”, e ancora una volta ha fatto segnare il tutto esaurito, con oltre cento iscritti (già prenotati dalla fine del 2014), in gran parte arrivati appositamente da Germania, Svizzera, Austria.

Si inizia giovedì pomeriggio, alle 15, ai laghi del Cerreto per la prima camminata, che passerà fra Le Fosse (cippo partigiani di Sassalbo), il passo dell'Ospedalaccio e il passo del Cerreto.

Qui, alle 18, ci sarà la testimonianza del partigiano “Volpe”, Francesco Bertacchini.

Venerdì 11 settembre si passa al Ventasso, con la marcia sino al lago Calamone, dove si mangerà alle 13 e successivamente parlerà Giacomo Notari, il partigiano “Willy”, presidente dell’Anpi provinciale.

Sabato 11 settembre si raggiungerà Cerredolo dei Coppi di Canossa, da dove, alle 10, si parte verso Vercallo, per ascoltare “Delinger” Livio Piccinini. A mezzogiorno si riprende verso Cortogno per il pranzo e poi per Gombio, il paesino che nel 1944 venne salvato da Ida e Augusta, due donne tedesche sposate con italiani del posto.Quando i soldati nazisti arrivarono nel borgo, le due donne reagirono con forza, sgridando in tedesco i giovanissimi militari per il loro comportamento. Spiazzati, si rivolsero al comandante e dopo una lunga trattativa Gombio venne risparmiato.
La storia verrà ricordata, alle 17.30, da Ciso Piazzi, nipote di Augusta Ludäscher, e, alle 18, con le letture di “Via Toschi 23 a Gombio” di Arturo Bertoldi e Max Collini.
Bertoldi è autore del testo che nella pubblicazione Istoreco “Gli occhi di” ricorda la vicenda delle due donne tedesche, di recente ripreso da Collini.

Domenica ci si muove in città. Alle 9 a Gavasseto con la visita al cippo dei fratelli Vecchi e i saluti del sindaco Luca Vecchi, nipote dei commemorati, per poi partire verso Castellazzo per le testimonianze delle partigiane Giacomina Castagnetti e Giovanna Quadreri, alle 11.30. A chiudere, alle 13, il pranzo di brigata nella sede di Istoreco.

«Organizzare i Sentieri Partigiani è un modo efficace di usare il luogo geografico come fonte storica», riflette Matthias Durchfeld, che assieme a Steffen Kreuseler coordina l’iniziativa.

«Camminare per stare insieme, è una forma di comunicazione non verbale con tedeschi e italiani, inoltre ascoltare le testimonianze (un’altra preziosa altra fonte storica) in loco è molto più incisivo – prosegue – Respirare la storia, capire che la storia ha un suo luogo, significa capire che è la storia è anche tua». I sentieri sono un’esperienza peculiare, soprattutto per la presenza di tanti stranieri. Per Durchfeld, è un modo per creare «scambio, è insegnare storia, è imparare storie e conoscere un punto di vista di altri, un punto di vista esterno, meno provinciale. In questo modo, la nostra storia diventa storia europea, che ci lega idealmente al di sopra dei nazionalismi. Infine, e non è poco, è turismo intelligente, culturale, sostenibile».