Capossela celebra le nozze d'argento con la musica

L’artista residente a Casalgrande torna a dirigere il festival in Alta Irpinia e coglie l’occasione per festeggiare con un concerto elogiando la vita “lenta”

CASALGRANDE. È nato ad Hannover, ma, forse pochi sanno, che da anni vive a Casalgrande, ed è uno degli artisti più amati e apprezzati del pubblico, non solo reggiano.

Stiamo parlando di Vinicio Capossela che, proprio in questi giorni, festeggerà i suoi 25 anni di carriera.

Lo farà a modo suo, con un originale concerto che durerà fino all’alba, sabato 29 agosto, nell’Alta Irpinia, presso la Stazione di Conza-Cairano-Andretta .

La sua presenza qui non è casuale dal momento che Capossela, per il quarto anno consecutivo, ha deciso di occuparsi della direzione di un Festival particolare, lo Sponz Fest, il festival itinerante nell’Alta Irpinia (tra Andreatta, Aquilonia, Calitri, Conza e Cairano nell’avellinese) che ruota intorno alla ritualità dello sposalizio e che quest’anno è in programma da domani fino al 30 agosto dedicato al tema “Raglio di Luna - Le vie dei muli, i sentieri dei miti”.

Sarà questa l’occasione anche per festeggiare i suoi 25 anni di carriera, appunto, dalla registrazione del suo primo disco, con il concerto del 29 agosto che celebra le nozze d’argento e lo sposalizio di Capossela con la musica, nella notte di luna piena.

Vinicio Capossela è un artista a trecentosessanta gradi: musicista, scrittore, poeta, con qualche piccolo cammeo persino da attore.

Amatissimo dai giovani, ma non solo, qui a Reggio Emilia sono ormai una tradizione i suoi concerti di Natale, al circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico.

Di recente il suo romanzo “Il paese dei coppoloni” ha concorso al premio Strega per la Feltrinelli. Si legge nella presentazione del romanzo: “Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?”.

E proprio queste domande sono state scelte come slogan per il festival in apertura. «Un Cammino di sette giorni – dice Capossela – lungo i sentieri della terra lambendo i paesi della valle intorno a Cairano, Il Paese dei Coppoloni, nell’alta Irpinia, per recuperare i Siensi, il buon senso perduto nel rapporto con Natura». «Recuperare i Siensi – aggiunge nel suo stile inconfondibile – o anche perderli del tutto e lasciarli andare sulla luna gigante che sorge dal bosco della Frascineta». «Questo è il tempo che vi proponiamo di prendervi – conclude – in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo. Auscultate voi stessi, percorrendo una terra antica. Banchettatela insieme, ballatela, bevetela, pensatela, in comunione, come un simposio. Vi aspettiamo. Ora e sempre. Abbondanza. Guarramon e tutti gli sponzanti». (m.f.)