Un esercito di artisti nei luoghi di Toni

Messi a punto gli spettacoli del gran finale dal 21 al 24 maggio, si cercano ancora volontari

REGGIO EMILIA. Procede a vele spiegate la marcia di avvicinamento alla parte finale del “Progetto Ligabue”, che tra il 21 e il 24 maggio tra Reggio Emilia e la Bassa offrirà spettacoli a cielo aperto in cui confluiranno arti di ogni tipo. L’attore Mario Perrotta _ che di recente ha interpretato Antonio Ligabue alla Cavallerizza di Reggio Emilia in "Un bès" spettacolo che costituisce il primo capitolo della trilogia che compone il progetto e che è valso all'attore il Premio Ubu 2013 _ è l’ ideatore di questo progetto che si è articolato in tre parti e in più anni e sta lavorando a tempo pieno per offrire agli spettatori un’esperienza unica e indimenticabile. «Siamo arrivati all’assemblamento della “macchina” – spiega – in quanto ormai sono nati tutti e tre i percorsi e stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli. È stato completato anche lo “spettacolo espanso” che si terrà a Guastalla; qui scultori, pittori e artisti di ogni tipo trasformeranno il centro storico in un grande palco a cielo aperto».

Perrotta, quante persone vi saranno impegnate?

«In scena andranno centottanta persone, altre cinquanta staranno dietro le quinte. Ma siamo ancora alla ricerca di alcuni volontari. Stiamo infatti cercando una decina di persone che si occupino del box office, dell’accoglienza del pubblico, dei social network e di altre mansioni. Gli interessati possono andare sul sito di Progetto Ligabue e cliccare sulla sezione “Collabora con noi”».

Cosa bisogna aspettarsi?

«Sarà un'esperienza umana forte, un evento enorme, non soltanto per la provincia reggiana, e che non sarà ripetibile. Questi luoghi diventeranno teatrali e chiunque parteciperà sarà protagonista tanto quanto gli attori. Vista la particolarità, abbiamo programmato un numero di spettatori (circa 3mila, ndr) oltre il quale non si può andare. Dunque è consigliabile prenotare i biglietti sul sito o sul circuito Viva Ticket. Inoltre, visto che lo spettacolo si svolge in tre location diverse, saranno messi a disposizione dei pullman».

Quali sono i tre spettacoli?

«Il primo si svolge all’ex manicomio di Reggio, lo chiamo “della coscienza dell’artista”. Racconta di Ligabue che, in manicomio, si rende conto di essere un artista e dipinge diversi autoritratti, comprendendo il proprio talento e, in qualche modo, costringendo gli altri a guardarlo. Il secondo si svolge a Guastalla, detto anche “degli uomini e dello scemo del paese”, e analizza il rapporto mancato di Ligabue con il resto dell’umanità. Infine, la terza parte è sul fiume, “della solitudine e della libertà”, e racconta i suoi trent’anni trascorsi in golena. Poi tutti confluiranno in piazza Bentivoglio a Gualtieri».

Per realizzare tutto con quali realtà locali collabora?

«Abbiamo artisti stranieri e italiani, molti locali. Penso a Progetto Danza, ai Violini di Santa Vittoria, alle bande e tantissimi altri».