Mara Redeghieri canta l’anarchia e la Resistenza

L’artista reggiana lancia un crowdfunding per finanziare il suo nuovo cd “Attanadara”

VILLA MINOZZO. Canzoni anarchiche e di Resistenza, da mettere insieme con l’aiuto di tutti. Mara Redeghieri, ex voce degli Ustmamò e ora solista, una delle più belle voci del panorama musicale italiano, ha appena lanciato un progetto di crowdfunding (finanziamento collettivo) per sostenere “Attanadara”, secondo album del progetto “Dio Valzer”, iniziato cinque anni fa con un lavoro omonimo. «Ho deciso di cantare canzoni anarchiche per stare meglio – dice – in questo momento ho bisogno di valori tangibili, di musica che sia molto radicata. E non a caso abbiamo deciso di lanciare la campagna per poter offrire un oggetto degno di essere toccato, un cd con un libretto molto curato».

La campagna è attiva sul portale BeCrowdy, uno dei più efficaci in Italia nel settore musicale (www.becrowdy.com/attanadara) e tutti i dettagli si trovano sulla pagina Facebook Mara Redeghieri.

Un lavoro intrigante già dal nome, Attanadara. In dialetto villaminozzese vuol dire «te ne accorgerai, è una “minaccia” verso chi non vuol vedere o non vuol sapere che il presente di tutti è proprio quello di queste vecchie canzoni». Una parole difficile da scandire bene e «cosìi abbiamo messo su Facebook dei video con le lezioni di pronuncia, ogni vallata reggiane ha il suo accento».

E ora per Attanadara c’è il crowdfunding: «noi siamo poveri e miseri – prosegue l’artista – e facciamo canzoni anarchiche, siamo decisamente in tema. Il portale di BeCrowdy ci sta aiutando parecchio, abbiamo tempo sino al 12 aprile per arrivare ai 4mila euro fissati e siamo già a buon punto».

Come in tutti i percorsi simili, ci sono premi in base all’entità della donazione. «Si parte dalla possibilità di scaricare il disco in digitale a quella di ricevere un cofanetto con Dio Valzer e il nuovo disco, in coppia, o di ricevere “La cura dell’odio”, libretto anarchico del 1800, tutt’ora molto attuale sui temi della guerra».

Ma perché questa scelta, intrigante ma certo non di largo consumo? «Me lo sto chiedendo anch’io – sorride Mara – mi ci vorrebbe un libro per spiegarlo. Perché un canzoniere anarchico? Credo che sia un modo dello spirito. C’è chi sceglie di diventare religioso, chi vegano, io ho deciso di cantare canzoni anarchiche per stare meglio». Qual è l’opzione più pericolosa? «La scelta più pericolosa in assoluto è cantare cose in cui non si crede. O di farlo solo per guadagnare. Io mi sono voluta allontanare da questo mondo, faccio qualcosa che non venderà, ma sono tranquilla. Abbiamo scelto di realizzare una confezione curata, seguita da due bravissimi writers bolognesi, Ericailcane e Bastardilla. Credo che valga la pena avere un oggetto da toccare».