Wandrè conquista gli States e “suona” con gli Aerosmith

Joe Perry ha la “B.B.” donatagli da Johnny Depp. Sean Ono con la Scarabeo

CAVRIAGO. La chitarra che Wandrè realizzò ispirandosi alla siluette e alla capigliatura di John Lennon è arrivata nelle mani di Sean Taro Ono Lennon, figlio del noto Beatles e di Yoko Ono, a 40 anni esatti dalla sua creazione. Si tratta di una chitarra rossa fiammante, una delle più importanti e geniali creazioni del liutaio cavriaghese scomparso nel 2004. Il suo nome è “Scarabeo” e nacque dopo che i Beatles suonarono in Italia nel 1965. Ma non è tutto: anche Joe Perry degli Aerosmith ha tra le mani una Wandrè, che gli è stata regalata niente di meno che da… Johnny Depp.

La Scarabeo arriva a Sean. Ma andiamo per ordine. Ricordiamo che Sean Taro Ono Lennon è a sua volta musicista: insieme alla modella e polistrumentista Charlotte Kemp Muhl ha fondato nel 2008 i Goastt (Ghost Of a Siber Tooth Tiger), gruppo neo-psichedelico che promuove una musica ricca di atmosfere magiche e suggestioni oniriche.

Inevitabile che fra questi artisti e le chitarre di Wandrè scaturisse un’attrazione fatale: durante varie performance, hanno suonato chitarre Etrurian, Rock-6, Roby e una Tigre basso. Questo è stato notato, in video caricati su youtube, dal medico modenese Marco Ballestri, che ha scritto la biografia di Wandrè.

Ballestri ha così scritto a Sean e da lì è nata un'amicizia epistolare. Come ci spiega lui stesso, «con Sean è seguito uno scambio di doni reciproci, fatti di dischi e cd da un lato e di aceto balsamico e informazioni su Wandrè, compreso un paio di copie del libro “Wandrè l’artista della chitarra elettrica” (Anniversary Books ed), dall’altro».

Dopo aver letto la biografia, Sean ha confessato di non avere mai immaginato che Wandrè fosse un uomo così incredibile.

Poi i contatti sono continuati e, «siccome lui era alla ricerca di altre Wandrè – prosegue l’autore del libro – ho pensato di metterlo in contatto con il possessore di una Scarabeo rossa, perché si compisse finalmente quel piano che il destino sembrava avere preparato 40 anni prima. Sean ovviamente ha voluto quella chitarra: ispirata al volto di suo padre John, quel volto celebre in tutto il mondo che gli era stato violentemente sottratto quando aveva appena cinque anni e che adesso ritornava a lui, musicista talentuoso come il papà, sotto nuove sembianze».

Tra l’altro il legame con Wandrè e la famiglia Lennon non si ferma qui. Anche la mamma di Sean, Yoko Ono, in un qualche modo ne era legata: «E’ stata una delle artiste più attive del movimento Fluxus, a cui anche Wandrè aveva aderito».

Il viaggio fra le incredibili chitarre di Wandrè

Johnny Depp e gli Aerosmith. Ecco dunque che le chitarre di Wandrè continuano a conquistare i musicisti di tutto il mondo. «Quando Wandrè iniziò a costruire chitarre elettriche, nell’ormai lontano 1957, era fermamente intenzionato a esportare il nome di Cavriago in tutto il mondo».

E, ad oggi, oltre a Celentano, i Nomadi, Guccini, si contano molti artisti stranieri. «Negli ultimi 40 anni – ci spiega ancora Ballestri – le sculture fruibili per musica di Wandrè hanno affascinato molti chitarristi americani fra cui Frank Zappa, Ace Frehley, Buddy Miller, i Pearl Jam, Peter Holmström e, appunto, Sean Ono Lennon».

Altra novità interessante, come si diceva, riguarda Johnny Depp e Joe Perry. Infatti, «anche il chitarrista e attore americano Johnny Depp è un fan delle Wandrè, tanto che ha voluto omaggiare l’amico Joe Perry, chitarrista degli Aerosmith, con una B.B. (Brigitte Bardot) di colore blu nassau, a dire di quest’ultimo, la chitarra perfetta per il blues».

Da Cavriago agli States. Insomma, la saga di Wandrè prosegue incessantemente. E il liutaio cavriaghese sarebbe probabilmente molto fiero di vedere oggi una Scarabeo fra le mani del figlio di Lennon.

«È un po’ come assistere alla chiusura di un cerchio e sono sicuro che, insieme, faranno grandi cose. Inutile dire che mi riempie di gioia avere avuto una piccola parte in tutto questo, insieme ad Andrea Dellonti e Riccardo Magistroni, e avere avuto l’onore di restaurare personalmente questa opera d’arte, che Sean ha definito la sua chitarra migliore… e ne ha davvero tante».

Il post di Sean con la Scarabeo sul suo profilo facebook ha superato in poche ore gli 11mila “mi piace”, oltre 300 commenti e oltre 450 condivisioni.

«Wandrè ha davvero conquistato gli Usa – conclude il biografo – D’altra parte lui ne era sicuro, anche quando nella sua ultima performance in piazza Lenin a Cavriago mise un Fender Precision bass al collo della statua del busto del padre del comunista sovietico e gli spiegò che gli americani non sapevano costruire i bassi, perché li facevano troppo pesanti».

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