Il Battistero si apre alle visite dei reggiani

Visite guidate alla chiea di San Giovanni Battista e ai suoi affreschi: ora ospita un presepe

REGGIO EMILIA. La chiesa di San Giovanni Battista è un singolare edificio del XII secolo caratterizzato da una pianta a croce latina, al cui centro si trovava il fonte battesimale. Il restauro ha portato alla luce gran parte delle strutture medioevali ignote fino al 1984. E per permettere ai reggiani e non solo di visitare il battistero, in questi giorni di festività natalizie è stata programmata un'apertura straordinaria.

Dopo le prime date di dicembre, il battistero sarà di nuovo visitabile a gennaio nei giorni 1, 2, 3, 4 e 6, L'orario delle visite è fissato nel pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 19. Per l'occasione l'Ufficio diocesano per i beni culturali ha promosso l'allestimento nel Battistero di un presepe con personaggi a grandezza naturale.

Tornando alla storia di questo storico edificio che sorge nel cuore della città, le fonti stabiliscono che la sua primitiva fondazione risale al 1040 o 1049. L'edificio è caratterizzato da una pianta a croce latina, al cui centro si trovava il fonte battesimale. Notevoli le trasformazioni operate alla fine del Quattrocento dal Vescovo di Reggio Bonfrancesco Arlotti a cui si deve anche l'adeguamento rinascimentale della facciata (dove spicca, sopra il portale, la lunetta dove è scolpito il Battesimo di Cristo) e l'inglobamento nel Palazzo Vescovile.

All'interno l'importante affresco con Battesimo di Cristo, eseguito da Francesco Caprioli nel 1497/98 ( con la probabile collaborazione del milanese Cesare Cesariano per la parte architettonica) e la vasca battesimale in marmo rosso di Verona con formelle in marmo (1494). All'esterno sulla colonna di sinistra dell'ingresso sono ancora visibili le misure lineari del "Braccio" e della "pertica" che erano il punto di riferimento per le misurazioni del commercio. Da cui il detto popolare "San Giovanni fa vedere gli inganni".

Sono visibili nella colonna esterna, sinistra, del Battistero il "braccio reggiano" che corrispondeva a m. 0,641 e la "pertica" a sei braccia, cioè m. 3,846, il sistema metrico decimale fu introdotto con la Legge 27 ottobre 1803 e delle vecchie misure reggiane si usa ancora oggi solo quella agraria, la biolca, corrispontente ad ettari 0,2922.