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«Attesa logorante ma la Reggiana arriverà prontissima per vincere i playoff»

Alessio Luciani impaziente di scendere in campo nei quarti «Il segreto del mister Diana è che ci fa divertire con la palla»

Reggio Emila. Basta guardare negli occhi Alessio Luciani e ascoltare le sue parole per capire quanta voglia c’è di conquistare la serie B.

«L’attesa è logorante - ammette - perché siamo in attesa di conoscere chi andremo ad affrontare ma ci stiamo preparando alla grande sia fisicamente che tecnicamente. Dobbiamo farci trovare pronti e sfruttare la prima partita fuori casa perché quella sarà di vitale importanza».


C’è un avversario che preferirebbe affrontare?

«Se devi arrivare ad alzare la Coppa per la vittoria dei playoff non puoi fare calcoli ma avere consapevolezza della nostra forza».

C’è un fattore che può condizionare?

«Il caldo ma anche in questa logica stiamo curando ogni minimo particolare per non lasciare nulla al caso».

Una stagione da titolare con un rendimento costante e di livello.

«Sono soddisfatto. Quando sono arrivato in granata avevo le stesse motivazioni della Reggiana: cancellare la retrocessione con l’Arezzo e riprendermi ciò che mi meritavo. Mi sono allenato da solo in attesa di una chiamata per dimostrare il mio valore anche se devo ammettere che non mi aspettavo tanto entusiasmo nei miei confronti».

Adesso cosa manca? Forse un gol?

«Onore e merito a chi è arrivato prima di noi ma la Reggiana merita la serie B perché ha fatto numeri pazzeschi, per questo vogliamo vincere i playoff. Il gol personale non è arrivato e mi impegnerò ancora di più per raggiungerlo anche perché onestamente me lo meriterei».

Lei è stato scelto da Diana e quindi lo conosceva, ma c’è qualcosa in cui il mister l’ha stupita?

«Lo conoscevo come giocatore per essere stato suo compagno di squadra e come uomo, non da allenatore. Il mio contatto per arrivare alla Reggiana è stato Alessio Baresi anche se Diana un giorno mi ha detto “quando farò l’allenatore ti porterò con me” ed è stato di parola, anche se penso di essermelo meritato con tenacia e dedizione alla causa. Se la Reggiana, come tutti ci dicono, ha giocato il miglior calcio della serie C è merito del suo professore».

C’è un segreto?

«Ci fa divertire con la palla».

Ha raccolto la pesante eredità di Alessandro Spanò ma è uscito trionfatore.

«Spanò è un giocatore che ho sempre stimato e che sento vicino a me per carattere e tenacia. È un paragone che mi onora ma credo che anche Alessandro sarà felice di questa eredità anche se ai miei compagni amo ripetere: io sono Luciani, Spanò è Spanò».

Ha qualche rimpianto per non aver vinto il campionato?

«Non c’è dubbio, però ci servirà da stimolo. Da gruppo intelligente quale noi siamo abbiamo preso coscienza che sfuggita un’opportunità ci dovevamo preparare per cogliere l’altra occasione che è alla nostra portata».

Si parla tanto dell’ambiente del Barbera a Palermo ma anche giocare a Reggio non sarà agevole per gli avversari.

«Non siamo secondi a nessuno come squadra, società e passione dei tifosi. L’entusiasmo che si respira in città e che ritrovi allo stadio è qualcosa di unico. Il popolo granata ha sempre creduto in noi e insieme vogliamo vincere i playoff».

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