Diana: "Alzo la voce per tenere concentrata la Reggiana"

Il tecnico granata Aimo Diana

Il tecnico granata al lavoro per preparare i playoff

REGGIO EMILIA. Qualche acciacco e malessere di stagione (l’influenzato Lanini non sarà oggi disponibile per l’amichevole di Verona) non fermano il lavoro di avvicinamento della Reggiana alla data che da un po’ è cerchiata in rosso sul calendario: martedì 17 maggio, giornata dell’entrata in scena granata nei playoff. Finora, nei test con Rolo ce Primavera, Diana ha dato spazio a tutti, utilizzato due moduli; primo tempo con il 4-3-3 e ripresa con il 3-5- 2.
«Una scelta - avverte - dettata dalla volontà di schierare ogni giocatore nel suo ruolo naturale e dare minutaggio a tutti. Nel complesso direi che va tutto bene, c’è qualche giocatore che come sovente capita a fine stagione va un poco gestito, ma siamo riusciti a svolgere, fare tutto quello che ci eravamo preposti, anche l’infermeria si va svuotando, Arrighini è recuperato, la maschera gli da un poco di fastidio ed ogni tanto in allenamento la butta, ma è a posto, Del Pino anche, per mercoledì o giovedì attendiamo Rozzio che dovrebbe rientrare in gruppo, pure Scappini e Muroni si sono ristabiliti, c’è da fare i conti con qualcuno raffreddato, per cui a Verona non saremo al completo».
L’aspetto più difficile da curare in questo periodo in cui manca la partita domenicale?

«Ho dovuto un poco alzare la voce per tenere tutti sul pezzo. Ho previsto un lavoro breve ma intenso e adesso nei ragazzi c’è serenità, ma penso che man mano ci si avvicina al momento di scendere in campo un poco di ansia ci sarà per quanto in tutto l’ambiente c’è piena consapevolezza dei nostri valori».
In previsione playoff privilegerà, nel decidere formazione ed assetto tattico, le caratteristiche dell’avversario o lo spartito che la Reggiana sa suonare meglio?
«L’avversario lo si studia, in base a lui si può studiare la strategia, ma fondamentalmente guarderò in casa nostra, sceglierò quelli che in quel momento mi offriranno maggiori garanzie sul piano fisico, tecnico e mentale».
C’è qualcuno dei potenziali avversari che vorrebbe incontrare od evitare?
«Per ragioni romantiche mi piacerebbe giocare contro una mia ex squadra, tipo Renate, Feralpi o Palermo, poi va bene tutto, sento dire da molti che loro puntano alla promozione, che la meritano, noi in umiltà ci iscriviamo al club, vogliamo essere protagonisti e siamo consapevoli che nello 0-0 da cui si riparte il nostro è pieno di cose buone fatto durante tutta stagione».
Spiace non poter sostenere neppure una seduta d’allenamento sul campo del “Città del Tricolore”?
«Non mi pongo il problema, sapevo dall’inizio quale era la situazione. Non posso allenare situazioni non allenabili. Così se ci sarà da giocare il ritorno di venerdì a causa della concomitanza vorrà dire che saremo in campo tre giorni dopo l’andata, sarà così pure per gli avversari».
In caso di promozione, a causa dei regolamenti attuali la Reggiana dovrà attingere soprattutto agli Under, ha già parlato con il ds Tosi per bloccarne qualcuno?
«No, ma scouting l’abbiamo fatto tutto l’anno, sul taccuino nomi ne sono finiti, già a gennaio c’era la possibilità di prendere Under forti, ma abbiamo soprasseduto per l’obiettivo che ci siamo posti. Se si vuol vincere il campionato, tra un giocatore giovane e uno esperto, a parità di valori io avrei scelto di sicuro il secondo».
Sta seguendo le prodezze dell’allenatore reggiano Carletto Ancellotti?
«È un punto di riferimento, il miglior tecnico italiano in circolazione, unico per aplomb, serenità, capacità di mettersi a disposizione della squadra e non issarsi su di un piedistallo, bravura nel leggere la partita. Avrà avuto fortuna, ma se l’è meritata. Anche di me si dice che sono fortunato ad allenare una squadra forte come la Reggiana, ma penso di essermi guadagnata questa chance».