Gli assist di Cinciarini rimbalzi e palle perse. Ecco i segreti vincenti della Unahotels di Caja

Con le rotazioni ridotte a causa dei tanti infortuni nel team il coach ha sviluppato tre strategie che fanno la differenza 

REGGIO EMILIA. Sempre in controllo, brava a creare seconde occasioni e a passarsi la palla nei punti giusti: per sopravvivere, punta sull’attenzione alle palle perse, ai rimbalzi offensivi e alla qualità dei passaggi, l’acciaccata Unahotels arrivata a questo finale di stagione con soli otto uomini disponibili, e con i titolari fissi sempre più spremuti.

Pur in queste condizioni, ben lontane da quelle ideali, la squadra biancorossa riesce a reggere l’urto in gran parte delle partite (il collasso di Brescia è a oggi un unicum mai ripetuto) nonostante le poche energie disponibili e le indubbie sofferenze offensive. L’assenza di Olisevicius toglie il principale finalizzatore e uno dei pochissimi elementi in grado di crearsi un tiro da solo con efficacia, e quando le percentuali da fuori o il rendimento di Hopkins non sono sopra la media l’attacco fatica non poco a macinare. Solo l’incredibile periodo di Cinciarini, sempre in doppia cifra per gli assist garantisce un minimo di produzione.


Reggio si è comunque dimostrata in grado di giocarsi praticamente ogni sfida, costruendo anche notevoli rimonte, grazie a una difesa organizzatissima, alle vampate di qualche giocatore in buona serata (Strautins o Johnson, soprattutto) ma anche grazie ad aspetti che solitamente non spiccano: il controllo delle palle perse e l’attenzione a rimbalzo offensivo.

I biancorossi sono terzi per palle perse commesse a gara in serie A, ne lasciano per la strada solo 10.8 a gara e le prime due, Milano e Fortitudo, fanno meglio di un solo decimo, 10.7. È un aspetto su cui il coach Caja si concentra molto, a inizio annata si era lamentato parecchio per le gestioni allegre e col passare del tempo l’approccio è migliorato notevolmente.

La Unahotels non è una formazione che ama correre né concedersi molte zingarate solitarie, questo approccio aiuta nella materia, in generale concedere così pochi palloni facili ai rivali è un vantaggio non da poco. Anche perché unito alla capacità di recuperare tante occasioni tramite i rimbalzi offensivi. La formazione reggiana è quinta assoluta nelle carambole catturate sotto al ferro altrui con 10.6, dato che acquista ancor più valore visto che nei rimbalzi assoluta è nona con 36. Hopkins e Johnson ne tirano giù 2.3 per sfida, numeri che li mettono entrambi nei primi dieci, e una bella mano la danno anche Strautins – molto cresciuto dall’ingresso in quintetto dovuto all’assenza di Olisevicius – e Cinciarini.

I rimbalzi in attacco sono cresciuti in queste ultime sfide segnate da percentuali da tre punti rivedibili, i tanti errori dall’arco generano palloni lunghi su cui esterni ed elementi agili possono arrivare per primi e ridare opportunità. Le ultime due sfide, con Bahcesehir e Milano, sono una cartolina perfetta al riguardo. Le avversarie avevano maggior stazza e maggiori qualità individuali, Reggio non ha tirato benissimo da fuori ma ha gestito con oculatezza i palloni (9 e 10 palle perse, rispettivamente) e con i rimbalzi offensivi (11 e 14) è riuscita a restar viva nonostante la mira imperfetta.

Il terzo perno è la capacità di passarsi il pallone nei punti giusti per monetizzare le occasioni. Il protagonista è uno, Cinciarini, l’unico atleta di cui Reggio non può fare a meno. In campionato viaggia a 10.3 assist di media sui 19.6 totali biancorossi, quasi il 60% del fatturato diretto e un dato che rende la Unahotels la seconda miglior formazione alle spalle della Virtus del mago Teodosic. In coppa l’andazzo è simile, primissimo con 10.1 sui 19.3 reggiani (sesti assoluti). In qualche modo, pur ridotti ai minimi termini e senza due tiratori come Olisevicius e Candi, i reggiani riescono a saltarci fuori, almeno finché Cinciarini continuerà a volare ad altezze simili di rendimento.

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