Giù il cappello per Razzoli: a Pechino niente medaglia ma tanti applausi

Giuliano Razzoli in azione nello slalom olimpico di Pechino 2022, chiuso all'ottavo posto

Reggio Emilia: dodici anni dopo l'oro di Vancouver, il Razzo chiude all'ottavo posto lo slalom olimpico. Il podio lontano soltanto 26 centesimi

REGGIO EMILIA. Dodici anni dopo l'indimenticabile oro di Vancouver 2010, il campione reggiano Giuliano Razzoli non riesce nell'impresa di conquistare un'altra medaglia a cinque cerchi ma lotta come un leone nello slalom olimpico di Pechino. Al termine delle due manche, disputate sulla pista “Ice River” di Yanqing, il Razzo deve accontetarsi dell'ottavo posto, a meno di un secondo dal vincitore _ il francese Clement Noel _ e a soli 26 centesimi dal podio.

In Cina Razzoli ha confermato ancora una volta, come aveva già dimostrato nel corso dei sei slalom disputati in Coppa del Mondo in questa stagione, di essere ritornato tra i big dello slalom e che la sua presenza alle Olimpiadi, a 37 anni compiuti il 18 dicembre scorso, non era certo per recitare un ruolo di comparsa nè tantomeno un premio alla carriera, bensì una convocazione più che meritata, grazie a ottimi risultati, al podio di Wengen e a una condizione fisica invidiabile.

Partito con il numero 18, nella prima manche Razzoli ha chiuso al dodicesimo posto, a 87 centesimi di ritardo dal primo, l'austriaco Johannes Strolz (alla fine medaglia d'argento): un distacco importante, anche perché davanti si sono piazzati tutti i migliori della specialità. Lo sciatore di Villa Minozzo è partito fortissimo, facendo segnare il miglior intertempo al primo rilevamento cronometrico. Ha poi tenuto il passo dei migliori ma, sull'ultimo muro, complice anche una pista già segnata dal passaggio degli altri 17 atleti, ha cominciato ad accumulare un ritardo di linea che lo ha portato a perdere tempo prezioso.

Con Alex Vinatzer diciassettesimo e l'altro azzurro, Tommaso Sala, ottavo ad appena 45 centesimi da Strolz, i tre slalomisti italiani si sono presentati al cancelletto della seconda manche con la speranza di compiere un'impresa che, purtroppo, non è arrivata. Vinatzer, partito a tutta per cercare di recuperare lo svantaggio della prima run, ha inforcando a poche porte dall’arrivo. E' poi arrivato il momento di Razzoli, sceso subito dopo lo svizzero Daniel Yule, autore di una splendida manche in cui ha fatto segnare il secondo tempo assoluto (49"89).

Il Razzo è stato all'altezza, è partito con la voglia di giocarsela e l'atteggiamento giusto per tentare di coronare quel sogno di salire di nuovo su un podio olimpico: anche se l'obiettivo della stagione, infatti, era quello di poter essere a Pechino, una volta al cancelletto di partenza, forte della sua condizioni psico-fisica, Razzoli ha cercato di compiere l'impresa. E non c'è andato lontano: ha conquistato il quarto tempo di manche (50"26), piazzandosi alle spalle di Yule per appena 10 centesimi, al secondo posto momentaneo. Una prova da applausi, frutto del giusto atteggiamento con cui il Razzo è sceso in pista.

Una prova che gli ha permesso di recuperare alcune posizioni e di risalire fino all'ottavo posto, a 96 centesimi dall'oro del francese Noel e a 26 centesimi dal bronzo del norvegese Foss-Solevaag, terzo alle spalle dell'austriaco Strolz. Il Razzo si è quindi è dovuto arrendere, ma soltanto dopo una grande seconda manche: l'alpino 37enne, appartenente al Centro Sportivo Esercito, ha regalato ai suoi tifosi e a tutti gli sportivi italiani  una prova di grandissima qualità, che gli ha permesso di risultare il miglior italiano, superando anche Tommaso Sala che alla fine ha chiuso all'undicesimo posto a 1"28 dal primo.

Il 24enne Clement Noel ha riportato la Francia sul gradino più alto del podio olimpico di slalom, vincendo l'oro che mancava da Salt Lake 2002. Una manche quasi perfetta, soprattutto nella seconda parte di gara, conclusa con il tempo complessivo di 1’44″09, che ha regalato a Noel quella medaglia già sfiorata quattro anni fa, giovanissimo, a PyeongChang 2018. Un ampio margine – ben 61 centesimi – quello tra il francese e il suo diretto avversario, l’austriaco Johannes Strolz, che riesce così nell’impresa di replicare le medaglie di papà Hubert, 34 anni dopo l’oro in combinata e l’argento in slalom a Calgary 1988. Terza posizione appannaggio del norvegese Sebastian Foss-Solevaag, che recupera una posizione al compagno di squadra Henrik Kristoffersen, mettendosi al collo il bronzo olimpico a 70 centesimi dal vincitore.