Razzoli inforca a Schladming ma è convocato per le Olimpiadi

Giuliano Razzoli a Schladming

Il campione di Villa Minozzo sarà a Pechino per la sua terza olimpiade

REGGIO EMILIA.  Il podio di Wengen, ma soprattutto una stagione da protagonista, con quattro risultati nei primi dieci e due prime manche da favola (sabato a Kitzbühel e martedì sera a Schladming), valgono a Giuliano Razzoli la convocazione alle Olimpiadi di Pechino. Obiettivo centrato, per lo slalomista di Villa Minozzo che, dodici anni dopo l’oro di Vancouver e otto anni dopo l’ultima apparizione a cinque cerchi, nella sfortunata trasferta di Sochi, a 37 anni parteciperà alla sua terza Olimpiade.

Un traguardo rincorso da anni e conquistato con grinta e determinazione, grazie a una stagione che lo ha riportato tra i big dello slalom, come il “Razzo” ha saputo dimostrare nell’ultimo mese.

Un traguardo più che meritato, non tanto come premio a una splendida carriera ma come giusto riconoscimento per quanto l’olimpionico di Vancouver ha saputo fare dalla Val d’Isère all’Austria: due noni posti, un settimo e un terzo posto, ai quali si aggiungono il quarto posto nella prima manche di Kitz e il secondo nella prima manche alla mitica “Night Race” sulla difficilissima pista Planai di Schladming.

E se è vero che è mancata la ciliegina sulla torta, ovvero quella vittoria che più che mai sembra alla portata di Giuliano (che non sale sul gradino più alto del podio dal marzo 2011, dalle finali di Lenzerheide, in Svizzera), è innegabile che Razzoli quest’anno abbia dimostrato di poter lottare alla pari con tutti i suoi avversari.

Ora, in queste tre settimane che mancano allo slalom olimpico di Pechino, in programma mercoledì 16 febbraio, il “Razzo” dovrà mantenere quella condizione fisica invidiabile che gli ha permesso di lottare sempre tra i primi e di tornare sul podio a distanza di sei anni dall’ultima volta.

Anche a Schladming sembrava che Razzoli potesse farcela: partito con il pettorale numero 17, lo slalomista di Villa Minozzo è stato protagonista di una prima manche da urlo, che gli ha permesso di conquistare un secondo posto provvisorio alle spalle dello svedese Jakobsen.

Nella seconda manche, però, proprio come era accaduto sabato scorso a Kitzbühel, Razzoli ha inforcato, uscendo di scena quando sembrava poter conquistare di nuovo una tra le primissime posizioni. Dopo di lui, anche Jakobsen è uscito e la vittoria è andata al tedesco Linus Strasser, quinto dopo la prima manche. Alle sue spalle il norvegese Atle Lie McGrath, capace di recuperare cinque posizioni tra la prima e la seconda manche.

Ma l’impresa della serata è senz’altro quella compiuta dall’austriaco Manuel Feller, 28esimo dopo la prima manche e terzo al termine di una rimonta incredibile. Da applausi anche gli azzurri Vinatzer e Sala, entrambi convocati per Pechino insieme a Razzoli. Vinatzer, 21esimo dopo la prima manche, ha guadagnato la bellezza di 16 posizioni, andando a chiudere al quinto posto, alle spalle del norvegese Kristoffersen. Splendida anche la rimonta di Tommaso Sala, dal tredicesimo posto della prima manche al settimo finale.
Un risultato che ha permesso al 26enne, sempre a punti nei sei slalom disputati finora, di conquistare a sua volta la convocazione alle Olimpiadi di Pechino.

Le convocazioni degli uomini dello sci alpino, infatti, sono state diramate proprio al termine dello slalom di Schladming, nella giornata in cui il Coni ha deciso – suo malgrado – di cambiare la portabandiera azzurra: un ruolo che doveva essere ricoperto da Sofia Goggia, campionessa olimpica uscente di discesa, ma che dopo l’infortunio patito a Cortina è finito sulle spalle di Michela Moioli, la snowboarder 26enne di Alzano Lombardo (Bergamo), campionessa olimpica di snowboard cross alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018.