Tegola sulla Unahotels: si ferma Leo Candi. Il capitano salterà la trasferta di Trieste

Leo Candi

La botta alla caviglia sinistra, rimediata in allenamento, mette a rischio anche la sua presenza contro Varese

REGGIO EMILIA. Perde il capitano a ridosso della sfida con Trieste, la Unahotels. Durante l’allenamento di ieri, Leo Candi ha subito una lesione capsulare della caviglia sinistra, la stessa su cui aveva riportato una brutta storta un mese fa, finendo per rimanere fuori alcuni match.

COPIONE GIÀ VISTO


Il copione pare ripetersi, l’esterno biancorosso sarà sicuramente fuori per la partita di domenica a Trieste, quella in cui Reggio tenterà di giocarsi le ultime residue speranze di qualificazione alle Final Eight.

Il giocatore ha iniziato le terapie del caso e verrà rivalutato dallo staff medico tra una settimana, prima della gara interna con Varese del 23 gennaio.

Dalle prime impressioni, anche il confronto con i lombardi appare a forte rischio, vista l’entità della lesione, anche se per previsioni più dettagliate sarà necessario attendere alcuni giorni.

Un’altra bella botta per la Unahotels, alle prese con le mille difficoltà della pandemia e dell’assenza del campo di casa.

L’APPELLO AI TIFOSI

«Chiediamo ai tifosi di darci una mano in una stagione ancora una volta molto delicata, in condizioni davvero anomale, la seconda alle prese con la pandemia e con l’impossibilità di giocare in casa», era stata la riflessione dell’amministratore delegato Alessandro Dalla Salda presentando la campagna abbonamento. Un quadro ancora più complicato per una Unahotels che, senza la disponibilità di via Guasco, è consapevole di avere un numero inferiore di tifosi a sostegno rispetto ad altre realtà, senza contare le spese piuttosto elevate per l’utilizzo di una struttura di primissima fascia come la Unipol Arena di Casalecchio di Reno.

Gli ottanta chilometri si fanno sentire, inevitabilmente, così come tutte le complesse procedure richieste, e anche gli sforzi dei sostenitori non possono certo compensare l’effetto del PalaBigi pieno, né di altri campi comunque piuttosto caldi.

«Devo dire che nelle ultime partite l’atmosfera si stava animando, adesso con il ritorno al 35% di capienza il discorso è di nuovo diverso, certamente non possiamo contare su un pubblico pieno e caldo come al PalaBigi, ricordo che per tante stagioni siamo andati sopra ai tremila abbonati fissi», ragiona il dirigente reggiano.

MERCATO SÌ O NO?

Queste settimane hanno portato anche qualche dubbio su eventuali interventi di mercato e sul dialogo fra coach Caja e la società, con il coach che dopo la sconfitta con la Virtus aveva spiegato di aver chiesto novità già nella seconda metà di dicembre. Il nome individuato dal tecnico era quello di un suo fedelissimo, l’estone Siim-Sander Vene, che proprio Pallacanestro Reggiana portò in Italia senza mai schierarlo in campionato per una serie di problemi fisici che condussero all’ingaggio di James White e Julian Wright. Vene era emerso come la soluzione per rimpolpare un reparto lunghi che a dicembre sembrava dovesse fare a meno di Baldi Rossi per un paio di mesi. L’infortunio osseo al ginocchio dell’ala si è rivelato per fortuna meno grave di quanto sostenuto, e la pista – che avrebbe aperto anche riflessioni su rotazioni di stranieri o il passaggio al “6+6” – si è spenta prima ancora di essere intrapresa.

In generale, l’assenza di pubblico, le spese per l’Unipol Arena, per i tamponi e le procedure sanitarie finiscono per incidere in un unico grande flusso: «Non sono periodi facili, per la squadra, per la società, per i proprietari che hanno sempre fatto fronte a tutte le spese, ma abbiamo sempre cercato di tenere botta e continueremo a farlo, sperando di ripartire dal nostro palazzo dello sport. La programmazione futura, a cui stiamo già lavorando, ne terrà conto», continua Dalla Salda.

«Per adesso cerchiamo di fare davvero del nostro meglio seguendo le indicazioni di inizio stagione, anche da questa campagna abbonamenti non possiamo aspettarci troppo ma allo stesso tempo speriamo che i tifosi abbiano voglia di sostenerci, di crederci assieme a noi, di seguirci a Bologna come stavano iniziando a fare in modo sempre più costante. Siamo in linea con quanto programmato e in un campionato molto difficile, con tante squadre di valore e due retrocessioni, per la prima volta da tempo». Dalla Salda è in Pallacanestro Reggiana dal 1997, questi sono gli anni più difficili?

«Non ha senso dirlo, non abbiamo mai vissuto una situazione generale come questa».

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