Ripresa post-Covid: sul derby aleggia ancora il fantasma della capienza ridotta

La Reggiana attende di conoscere i criteri per i rinvii dei match e quanti tifosi potrà portare al Città del Tricolore contro il Modena

REGGIO EMILIA. L’unico elemento che appare abbastanza sicuro fa riferimento al fatto che con più di 8 positivi al Covid la Reggiana potrà chiedere il rinvio della partita. Ma per capire cosa riserverà il futuro alle squadre di Lega Pro occorre partire dalla dichiarazione del presidente della Figc Gabriele Gravina: «L'approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni del protocollo con le nuove regole Covid per gli sport di squadra è un risultato di cui siamo molto soddisfatti ed è frutto dell'ottimo lavoro svolto con le tutte istituzioni, in particolare col Governo, una collaborazione in cui da sempre si riconosce la nostra federazione. Auspico che anche il Cts riconoscerà l'impegno e gli sforzi quotidiani del nostro movimento per la tutela della salute».

PERCENTUALI


Rimane sempre un punto di domanda: sarà applicato anche al campionato di serie C? Al momento il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli non si è ancora espresso anche se c’è la volontà di riprendere a giocare il 22/23 gennaio. Per poter richiedere il rinvio di una partita occorre che il 35% del gruppo squadra sia risultato positivo al Covid. Per gruppo squadra si intende la lista dei tesserati che sono stati presentati in Lega e quindi da questo elenco sono esclusi i giocatori della Primavera. Al momento la lista dei giocatori della Reggiana è di 25 elementi (24 più il classe 2002 Marconi) dato che Laezza e Russo sono fuori lista. Del Pinto, pur infortunato, rientra nei 25 tesserati. Applicando il coefficiente del 35% se 8 granata risulteranno positivi al Covid la Reggiana potrà chiudere il rinvio della partita, diversamente sarà costretta a presentarsi in campo. Va detto che in serie C ha sempre prevalso il buon senso e l’accordo tra le società con l’intermediazione di Ghirelli. Seguono altri aspetti legati all’isolamento dei tesserati definiti “ad alto rischio” che sono risultati positivi e che dovranno effettuare tamponi continui per 5 giorni e se non in attività sportiva indossare la mascherina Ffp2 indipendentemente dallo stato vaccinale. Per i contatti “a basso rischio” valgono le regole del decreto ministeriale che prevedeva la quarantena “leggera” per chi ha già effettuato la terza vaccinazione. Nel testo si insiste anche sul concetto di autosorveglianza. Si tratta di un nuovo protocollo che dovrà passare al vaglio del Cts.

CAPIENZA STADI

Altro capitolo importante, quello della capienza degli stadi. La Lega di serie A aveva già anticipato il provvedimento dei 5.000 posti per le partite del 22/23 e del 29/30 gennaio con chiusura del settore ospiti. Lo stesso ieri ha fatto la serie B. La Lega Pro, invece, non si è ancora espressa perché i 5.000 posti a disposizione in stadi dove c’è una capienza inferiore o di poco superiore vorrebbe dire concedere la totalità dei posti a disposizione e dunque venire meno al principio di portare allo stadio un numero modesto di spettatori. Per questo motivo la Lega Pro è dell’idea di mantenere la percentuale del 50% della capienza degli stadi. Resta da capire se vale il discorso della curva ospiti chiusa o meno.

Un altro elemento importante, soprattutto per la Reggiana, fa riferimento all’eventuale ritorno dell’applicazione del decreto ministeriale: per la serie A e B il ritorno al 50% è fissato per il 5 e 6 febbraio mentre per la Lega Pro la scadenza di questo accordo per la capienza degli stadi scade il 31 gennaio. Nel primo caso, scadenza il 5/6 febbraio, per la Reggiana sarebbe un guaio non poter giocare il derby con una capienza di 10mila spettatori, tenendo conto che sono già stati venduti 6.000 biglietti. Nel secondo caso, scadenza il 31 gennaio, il derby potrebbe essere giocato in un contesto affascinante e di grande affluenza. Un chiarimento che ovviamente il segretario generale Nicola Simonelli ha già chiesto e in merito al quale aspetta delucidazioni. Lo stesso vale per la normativa che consente ai giocatori non vaccinati di poter giocare con il test del tampone anche se non possono viaggiare in treno, nave e aereo.

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