Covid, oggi si decidono le regole per la serie C Alla ripresa il campionato può essere stravolto

Non tutte le squadre sono state colpite dal virus e i valori tecnici emersi all’andata potrebbero cambiare radicalmente

Wainer Magnani

REGGIO EMILIA. Oggi è in programma un incontro tra il Governo, le Regioni e la Lega Calcio per decidere il protocollo da adottare per assicurare la regolarità dei campionati professionistici. Un protocollo che la Lega di serie A ha messo a punto ma che è già stato oggetto di contestazioni da parte dell’Udinese che ha presentato ricorso per rigiocare la partita con l’Atalanta e anche vibranti proteste da parte del Bologna.


Un protocollo che dovrebbe essere esteso a tutto il calcio professionistico e che obbliga la disputa di una partita se al netto dei positivi al Covid sono disponibili 13 giocatori e tra questi un portiere. Vengono inseriti nei 13 tesserati anche i giocatori infortunati e i giocatori della Primavera che abbiano un contratto da professionista e pure i giocatori non professionisti nati nel 2003. Un protocollo che dovrebbe limitare l’ingerenza delle Ausl sulla disputa delle partite, evitando anche in seconda battuta i ricorsi ai vari tribunali amministrativi regionali, com’è successo in questi ultimi giorni. A quest’incontro con il governo sarà presente anche Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro che auspica di avere le linee guida per quarantene e vaccini oltre al protocollo sanitario che sarà messo a punto dalla Figc assieme al Comitato tecnico scientifico.

Il presidente della Lega Pro Ghirelli ha auspicato la possibilità di tornare in campo nel fine settimana del 22 e 23 gennaio ma non ha escluso nemmeno un ulteriore rinvio in caso di ulteriori positività da parte di giocatori delle formazioni di serie C.

Una preoccupazione che è ben presente in seno alla Reggiana dove le difficoltà nel svolgere gli allenamenti sono all’ordine del giorno. La Reggiana attualmente ha 4 tesserati positivi al Covid e 2 sotto osservazione ma anche gli altri 5 tesserati che si sono negativizzati negli ultimi giorni sono in una situazione di precarietà fisica perché spossati e provati dal Covid seppur senza gravi complicazioni, come invece era avvenuto lo scorso anno.

Allenatori e preparatori atletici – a Reggio come altrove – incontrano difficoltà nello svolgimento di una preparazione atletica perché deve tenere conto del diverso stato di forma dei giocatori a disposizione.

Alla Reggiana, il preparatore atletico Esteban Anitua ha dimostrato una notevole competenza come ha sottolineato più volte il direttore sportivo Doriano Tosi. Ma c’è anche una difficoltà da un punto di vista tattico perché l’allenatore Diana fatica a mettere in campo un undici per poter svolgere delle esercitazioni funzionali al prossimo avversario. Il ds Tosi ha rimarcato che dopo la sosta invernale Diana non ha mai svolto un allenamento tattico anche perché nel volgere di poco tempo sono cambiati gli avversari: ai primi di gennaio si pensava al Derby col Modena, poi è toccato al Gubbio e ora l’ipotetico avversario è la Pistoiese. Per un allenatore come Diana che ama anche andare alla ricerca dei punti deboli degli avversari è stato un cambiare più volte le carte in tavola.

Una situazione generale che porta a una considerazione abbastanza disarmante: il Covid potrebbe ridimensionare la differenza di valori tecnici tra le varie squadre spostando l’asticella verso la casualità. A tale proposito il presidente Ghirelli ha rimarcato che il rinvio ha consentito alle squadra di creare una “bolla” per evitare ulteriori contagi ma spesso c’è anche la casualità più che l’incuranza del pericolo Covid.

In linea puramente teorica, una Reggiana che affronta la Pistoiese senza sei titolari come possono essere Zamparo, Lanini, Rossi, Cigarini, Rosafio, Rozzio e con in campo o in panchina Camigliano, Guglielmotti, Luciani, Contessa e Libutti non al meglio delle condizioni fisiche non può essere considerata la stessa squadra e avere le stesse chance di vittoria. In definitiva le positività al Covid, che non sono uguali per tutte le squadre, spostano in modo sensibile l’ago della bilancia.

Infine, a preoccupare la Reggiana e le altre squadre, tutti i possibili infortuni dovuti a un calendario che costringerà le squadre a giocare 7 partite in 27 giorni, con turni infrasettimanali di sera, quindi con rigide temperature.

© RIPRODUZIONE RISERVATA