Pistocchi denuncia: «Il terreno di gioco del Città del Tricolore è in pessimo stato»

Il giornalista polemico sulle condizioni dello stadio reggiano. L’agronomo Castelli: «Il campo non ha mai riposato» 

REGGIO EMILIA. Prima la Viterbese e poi la Fermana, due sfide casalinghe per provare ad allungare in classifica sulle dirette inseguitrici: la Reggiana si prepara al doppio turno favorevole, con l’obiettivo di fare 6 punti.

Le incognite? L’approccio, la determinazione degli avversari e il campo da gioco.


Quest’ultimo è però ben lontano dall’essere in buone condizioni, tanto è vero che il giornalista Maurizio Pistocchi, riferendosi a Sassuolo-Cagliari andato in scena domenica scorsa davanti a pochi intimi, ha twittato: «Stadio semi-vuoto, e il terreno di gioco con una bella “toppa”: proprio una bella pubblicità per la serie A la partita scelta per promuovere il nostro calcio sui mercati esteri».

Un’affermazione che Pistocchi motiva criticando principalmente la Lega Calcio: «Sappiamo che la partita domenicale delle 12.30 è stata schedulata per promuovere il nostro campionato in Asia. Vedendo Sassuolo-Cagliari, le immagini mi hanno fatto pensare che la Lega non abbia un vertice che faccia l’interesse del calcio italiano».

In effetti, il manto erboso del “Città del Tricolore” non si presentava certo nella sua veste migliore.

Un’anomalia rispetto alle scorse stagioni, e anche per questo fine settimana il sole non dovrebbe comparire.

«Il campo non ha riposato molto durante l’estate – afferma l’agronomo della Lega calcio, Giovanni Castelli – e anche durante l’autunno si è sempre giocato. Nel primo weekend di novembre la forte pioggia, unita alle due gare in due giorni, ha determinato davanti a una delle due panchine una zona che andava necessariamente sostituita. Da lì la rizollatura e poi la ricucitura, ma ci vorranno ancora un paio di settimane per pareggiare il tutto. Mi rendo conto che esteticamente non sia il massimo, ma questo problema non ha inciso minimamente sulla prestazione delle squadre».

Nessuno attribuisce colpe ai granata, anche se è evidente che la disomogeneità dei calendari sarà stata vista come un ostacolo dagli addetti ai lavori. E alla fine si ritorna sempre al punto di partenza, lo stadio “Città del Tricolore” e la sua acquisizione da parte del gruppo Mapei.

«I tifosi della Reggiana contestano una situazione della quale i responsabili sono la precedente proprietà del club – chiarisce però Pistocchi – che ha portato in tribunale lo Stadio del Tricolore, oltre alla municipalità e agli imprenditori locali, che non hanno fatto abbastanza per tutelare l’appartenenza dell’impianto alla città. Il progetto Sassuolo può essere discutibile, ma è stato sviluppato correttamente».

Per una serie di fattori non sembra comunque essere un ottimo momento per il club neroverde, nonostante il futuristico progetto Generazione S pensato in estate per le scuole calcio.

«Il Sassuolo è una piccola realtà, un gioiello della famiglia Squinzi: fino a quando i suoi dirigenti riusciranno a gestirlo senza obbligare la proprietà a investimenti troppo onerosi, andrà avanti – chiude Pistocchi – certo, è un’idea sportiva e imprenditoriale che non ha una base sociale: quarantamila abitanti, circa settemila abbonati e diecimila paganti a partita non sono un bacino che possa garantire sopravvivenza e sviluppo».

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