«La Reggiana non farà l’errore di sottovalutare la Viterbese»

Simone Neglia ha svelato i segreti del gruppo durante la presentazione dello spumante griffato dal club granata

Gian Marco Regnani

REGGIO EMILIA. Nella sede granata di via Brigata Reggio ieri è stato presentato dal titolare di Unis Spa Gianluca Fontanesi il nuovo progetto commerciale 958 Santero, vino bianco spumante extra dry griffato “AC Reggiana” in vendita presso tutti i punti vendita Conad di Reggio e provincia.


Al suo fianco Samuele Neglia, 13 presenze 3 gol e un assist nelle prime 15 giornate, grande protagonista ad Imola anche nell’inusuale posizione di esterno sinistro.

«Se il mister decide di mettermi come quinto, mezzala o punta esterna cerco di farmi trovare sempre pronto - ha sottolineato Neglia - mi piace spingere molto ma sono anche generoso quindi se c’è da difendere come successo ad Imola di certo non mi tiro indietro».

È difficile accettare la panchina?

«Tutti vorrebbero giocare sempre, ma bisogna anche essere intelligenti e capire in che contesto ci si trova. Alla Reggiana sappiamo di essere 25 titolari, c’è equilibrio nelle qualità umane e professionali di ognuno di noi e sappiamo che ciascuno può dare un contributo importante».

Domenica arriva il fanalino di coda Viterbese, poi ci sarà la sfida con la Fermana: il pericolo è quello di sottovalutare questi impegni?

«Non credo proprio. La classifica poi è bugiarda: la Viterbese ha ottimi giocatori e sarebbe stupido sottovalutarli».

A Viterbo e Fermo ha lasciato ricordi importanti negli anni, a Reggio intanto il suo gol nel derby è entrato nella storia…

«Sono molto grato dell’affetto ricevuto in queste due piazze. Mi era già capitato altre volte di segnare in un derby: forse è destino, ma l’esordio in campionato con il Modena difficilmente potrò dimenticarlo».

La lotta con il Modena vi preoccupa o affascina?

«Siamo consapevoli della sua forza, però pensiamo fondamentalmente a noi stessi. Ogni settimana la concentrazione è sempre uguale, alla fine tireremo le somme».

Cosa l’ha colpita del pubblico reggiano?

«Qui c’è tanta passione. Come dico sempre, Reggio è una piazza del nord con caratteristiche del Sud».

Oltre agli impegni sul campo è riuscito a conseguire un risultato importante negli studi laureandosi in psicologia: che consigli si sente di dare ai giovani calciatori?

«Consiglio di studiare a tutti i ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera: se si riescono a gestire bene il tempo libero e le risorse mentali non è un traguardo irraggiungibile. Io tuttora sto proseguendo con la laurea magistrale. La laurea in psicologia mi ha portato ad essere più razionale, a capire e vivere in maniera diversa certi momenti».

Qualche compagno le chiede dei consigli?

«Il mio ruolo non è questo, poi siamo un gruppo maturo in cui ognuno sa cosa fare. Mi concentro solo sul campo».

Quanto è maturo e unito il gruppo granata?

«C’è grande stima. Qui non ci sono prime donne».

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