Cinciarini, Candi e Olisevicius Un magico trio fa volare la Unahotels

Per doti tecniche, qualità umane e spirito di sacrificio i tre biancorossi sono diventati il cardine del team 

Adriano Arati

reggio emilia. Il cardine della squadra. È sulle qualità tecniche e umane dei suoi esterni, in particolare del trio Cinciarini-Olisevicius-Candi, che la Unahotels ha costruito gran parte dei buoni risultati ottenuti sinora, con la qualificazione in coppa e il nono posto in campionato: un piazzamento, quello in serie A, che risente della sconfitta con Cremona arrivata proprio con la doppia assenza di Cinciarini e Olisevicius.


Il play pesarese e l’ala lituana sono indiscutibilmente i due miglior innesti forniti dal mercato. Per Olisevicius, va riconosciuto il lavoro di osservazione che ha permesso di ingaggiarlo dal campionato tedesco già a inizio luglio. Per Andrea Cinciarini, il buon lavoro di diplomazia e un rapporto mai interrotto hanno permesso il gran ritorno quando a inizio agosto il giocatore ha ottenuto il via libera da Milano per cercare spazio altrove.

“Cincia” è indiscutibilmente il perno della squadra, tecnico e morale, attento a coinvolgere i compagni e a tenere alta l’intensità: elemento non da poco per un gruppo rinnovato e con tanti stranieri alla prima esperienza in Italia. Poi, vi è pure il rendimento concreto. Nonostante un infortunio a settembre e il contagio da Covid, il regista ha garantito una continuità impressionante, quasi 30’ di media a tutto gas in cui ha sempre messo in ritmo i compagni e, quando ce n’è stato bisogno, si è messo in proprio tirando con efficacia. Un dato su tutto: è primo per assist di media in serie A e in coppa.

Al suo fianco, utilizzato principalmente come guardia, un Leo Candi in crescita costante. Il tiro da tre punti è sempre più affidabile e gli concede anche spazio per le soluzioni dalla media (fra cui un arresto e tiro di buona qualità) e nel pitturato. L’efficacia e la fisicità in difesa non sono calate, inoltre il capitano è stato bravo a farsi indietro nelle sere in cui altri erano più in ritmo.

Uno che di partite ne ha sbagliate davvero poche in attacco è Osvaldas Olisevicius. Un lituano moderno, con grandi doti tecniche, intelligenza nei movimenti senza palla e nelle letture unita a un buon dinamismo per un giocatore sopra ai due metri. Non è solo un tiratore, come forse ci si aspettava: sa far canestro, si adatta a quello che la difesa gli propone, guadagna falli e li segna con medie lituane, 92.3%. Dà pure una buona mano a rimbalzo. Non un difensore roccioso, certo, ma un signor giocatore sì.

Arrivato come oggetto misterioso, ha regalato buoni sprazzi Bryant Crawford, che a ottobre ha avuto una striscia impressionante, in cui viaggiava con più punti che minuti. Buon tiro da fuori, tanta forza per la stazza, veloce in palleggio, dà il meglio quando si mette in proprio e da lì crea anche per i compagni. Gli assist non mancano. Alterna fiammate a momenti di nervosismo in cui si perde in difesa.

Diversi dubbi in più, in proporzione alle aspettative, li genera Stevie Thompson. “Ventellista” in A2, ha pagato il passaggio in A e in coppa, dove la fisicità è ben diversa. In crescita in queste ultime settimane, in cui si è reso più intraprendente, e concreto, nelle azioni in area. È atteso al salto, sia come continuità che come rendimento assoluto. E servirà, con difese sempre più attente a Olisevicius e Candi.

Ha invece portato a casa la pagnotta Arturs Strautins. Fra ottobre e novembre, con Olisevicius fuori, si è trovato ad essere la prima punta e ha regalato alcune gare maiuscole. Sempre disciplinato, dipende molto dalle percentuali da tre per essere davvero pericoloso. Non è stato fortunato. Alle prese con la mononucleosi, ora deve pensare prima di tutto a riprendersi.

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