Doriano Tosi si lascia andare «Il gruppo migliore di sempre»

Parla il ds granata dopo il successo contro l’Imolese che ha riportato in vetta la Reggiana 

L’INTERVISTA

WAINER MAGNANI


Doriano Tosi è sereno e felice. Sensazioni quasi strane per il direttore sportivo della Reggiana che è sempre teso e ansioso ma questa volta anche lui è stato contagiato dalla forza mentale dei granata.

«È uno dei migliori gruppi che ho avuto in carriera – rimarca – se non il migliore. Ragazzi che non hanno bisogno di molti discorsi perché capiscono in anticipo tutto, sanno come gestirsi e come comportarsi. Un blocco granitico, di alta moralità e che ha una profonda convinzione nei propri mezzi. A volte sono loro stessi a ripetermi: direttore non si preoccupi, sappiamo cosa fare. Sono molto orgoglioso di loro».

E come giudica la vittoria di Imola?

«Per importanza e difficoltà direi un successo di assoluto valore».

Ha inciso l’aspetto psicologico di dover, per una volta, inseguire il Modena?

«Certamente quando sai che devi vincere per rimettere le cose a posto la pressione aumenta ma credo che dovremo abituarci. Può succedere ancora questa alternanza».

Risultato bugiardo?

«Penso proprio di si’ se facciamo conto delle occasioni create, soprattutto nel primo tempo. Il risultato più corretto sarebbe stato 3-1, invece così siamo stati col fiato sospeso per gli ultimi venti minuti anche se l’Imolese non ci ha mai impensierito».

Il Modena ha vinto sette partite di fila eppure è staccato di due punti...

«Significa che la Reggiana ha tenuto un passo incredibile, del resto se pensiamo ai 35 punti in 15 partite è da sballo».

E adesso?

«Dobbiamo stare sul pezzo e giocare partita dopo partita, poi se il Modena le vincerà tutte gli faremo i complimenti».

La Reggiana in queste ultime due partite è stata devastante nel primo tempo e ha gestito nella ripresa. E’ un cambio di rotta?

«Quando devi vincere la partita utilizzi subito le energie per spingere sull’acceleratore, poi cerchi di governare la partita. C’è anche un aspetto psicologico: le pressioni ti portano a cercare di chiudere subito la pratica».

Se però la partita la tieni aperta è una sofferenza.

«È quello che ci frega, però sono convinto che se avessimo segnato il rigore finiva come a Pesaro».

Arrabbiato con Lanini?

«Assolutamente no, perché Eric ci ha fatto vincere delle partite e per noi è un giocatore importante».

Il penalty lo doveva calciare Cigarini?

«È il gesto di un gruppo che ha un alto spirito morale. Cigarini ha pensato che un gol a Lanini avrebbe dato spinta ed energia e con spirito di gruppo gli ha ceduto la palla».

Le ha fatto piacere il gol di Scappini?

«Molto».

Il Romeo Galli era incredibilmente tutto granata. Bello vero?

«È, quello tra squadra e tifosi, un matrimonio che sta riuscendo bene ma non solo per i risultati, che pure sono importanti. La gente ha capito chi sono i nostri giocatori, uomini di grande spessore».

Adesso la Reggiana giocherà due partite in casa di fila.

«Siamo partiti il 18 luglio per il ritiro e la fatica inizia a farsi sentire, per queso servirà nelle prossime due gare l’aiuto della nostra gente. Sono in queste partite che il pubblico può fare la differenza».

Domenica arriva la Viterbese dell’ex Marco Arturo Romano.

«Mi interessa solo il campo. Stare in testa è bello ma non puoi nasconderti e soprattutto ora tutti vogliono fare la partita della vita poter dire ho sconfitto la capolista che era imbattuta».

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