«Cavalcata incredibile in biancorosso A Reggio ho vissuto anni intensissimi»

Amedeo Della Valle, ora a Brescia, pronto a sfidare la sua ex squadra «Abbiamo bisogno di punti e per vincere dovremo fermare Cinciarini» 

l’intervista

Adriano Arati


«Una cavalcata incredibile. Se penso al modo in cui sono arrivato e al modo in cui sono stato salutato a Reggio, è stato davvero un percorso unico».

Torna col sorriso al suo lungo periodo reggiano Amedeo Della Valle, agli anni che per lui hanno rappresentato la rampa di lancio verso l’Eurolega e per Pallacanestro Reggiana il picco assoluto della propria storia. Domenica guiderà Brescia contro la Unahotels, nel duello fra due squadre a caccia di punti per smuovere la classifica. E per lui, non potrà essere una gara come le altre. «Mi dispiace solo non essere al PalaBigi», racconta.

I ricordi non mancano.

«A Reggio è una cavalcata incredibile. Sono arrivato dagli Usa in una situazione particolare, subito non giocavo, poi sono cresciuto e per come sono andate le cose è stata davvero una cavalcata».

Con tante tappe da segnare?

«Ma al di là delle finali scudetto, della Supercoppa, delle semifinali di Eurocup, il vissuto è stato incredibile per me, un’esperienza unica».

In che senso?

«Sono arrivato e non giocavo, avevo problemi di ambientamento, faticavo. Sono andato via con quella partita contro la Virtus Bologna, sono stato salutato in quel modo fantastico. Beh, è davvero molto intenso. Peccato solo non poter giocare al Bigi».

È tornato in Italia dopo un’esperienza fra Spagna e Montenegro. È contento?

«Sì. A Brescia si sta molto bene, è una bella città, un poco più grande di Reggio, sono contento di essere tornato in Italia perché la qualità della vita qui è alta, ti trovi a tuo agio».

Cosa si porta a casa dell’anno all’estero?

«Purtroppo il Covid ha danneggiato in parte l’esperienza, comunque è stato un momento importante per me. Ho percepito meglio quale sia il ruolo del giocatore straniero, e questo mi aiuta anche qui in Italia, mi ha dato un punto di vista e un’apertura mentale in più».

Come ha ritrovato la serie A?

«Forse è ancora più competitiva. Ci sono giocatori più inesperti magari rispetto alla Spagna, dove ci sono giocatori di stazza molto importante, ma qualche anno fa in serie A c’erano “squadre materasso”. Quest’anno non c’è sicuramente nessuno così, anche chi è partito male ha qualità e parliamoci chiaro, si può andare ovunque e perdere ovunque».

E si arriva a domenica. Brescia e Reggio sono appaiate a quota 6 punti, dopo aver raccolto meno di quanto fatto vedere in campo. Quando serve questa vittoria?

«Noi abbiamo perso tre gare di pochi punti a inizio anno, questo può capitare. È vero che è ancora presto ma questa è l’ultima partita, quella che segnerà la sosta, ed entrambe le squadre hanno bisogno di vincere. Reggio viene da tre sconfitte, noi da due, a entrambe farebbe davvero comodo un successo per poter poi rifiatare».

Una partita pesante?

«Vincere aiuta di base, soprattutto se si ha avuto una partenza lenta».

Che impressione si è fatto della Unahotels?

«Reggio è una squadra super organizzata, d’altronde Caja in quello è un maestro, le sue squadre giocano davvero come un orologio».

Come potrete arginarla?

«Limitare l’apporto di Cinciarini potrebbe essere una chiave, sta dando molto in questo avvio di stagione, penso che lui e Candi siano i trascinatori del gruppo».

I due reggiani con cui ha giocato lei.

«Loro e Bonacini. Cincia ha dato molta qualità alla squadra, è esperto, conosce il campionato, è un giocatore di squadra, fa girare il gruppo. È un riferimento prezioso quando ci sono stranieri meno esperti, e quello aiuta».

Se lei è cresciuto negli anni di Cinciarini, Candi è cresciuto negli anni di Della Valle. Un passaggio?

«Per certi versi sì. Leo ha fatto grossi passi in avanti, è cresciuto fisicamente ma soprattutto nella fiducia dei suoi mezzi in attacco. Fa molte cose con più facilità mentre prima si focalizzava di più sulla difesa, aveva già un ruolo fondamentale nell’anno delle semifinali di Eurocup».

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