Dopo le critiche Hopkins ha imparato a volare

Punzecchiato anche dal coach Caja in estate, il centro della Unahotels è andato in doppia doppia contro l’AX Milano

Adriano Arati

reggio emilia. Sempre più inserito nei meccanismi, bravo a chiudere in area così come a far da male da fuori. La brillante prestazione di Mikael Hopkins contro Milano, 21 punti e 12 rimbalzi conditi dal 3/3 da tre, ha evidenziato come l’inserimento del lungo statunitense nel meccanismo Unahotels sia sempre più avanzato.


Non un passaggio automatico, per un giocatore arrivato dopo che il mercato aveva tolto di mezzo le due prime scelte, Cain ed Elegar, centri puri con fisico e impatto difensivo. Hopkins ha un altro profilo, è un “quattro e mezzo” che fa della rapidità e della buona tecnica individuale le sue migliori doti, dietro la caratteristica principale è la velocità e la prontezza negli aiuti più che la capacità di riempire l’area coi muscoli.

L’avvio non è stato semplicissimo: ad agosto coach Caja evidenziò pubblicamente quanto si aspettasse di più. Le settimane di lavoro collettivo sono servite, oggi Hopkins è uno dei perni offensivi e difensivi della Unahotels e sta trovando sempre più confidenza con i due playmaker Cinciarini e Crawford, attenti a servirlo nel modo giusto.

Nei giochi a due, in particolare, il 28enne statunitense è bravo sia a farsi trovare in corsa verso il ferro, per chiudere da vicino, sia nell’allargarsi anche fuori dalla linea da tre punti, dove il centro rivale difficilmente lo seguirà per non sguarnire l’area. Il tiro dalla distanza e dalla media è valido, e questa doppia dimensione sta aiutando Reggio, sia Hopkins sia Johnson possono essere pericolosi in tanti modi e questo genera spazi per Olisevicius e Candi, in particolare.

In otto gare di campionato, Hopkins viaggia a 12.4 punti e 6.8 rimbalzi in 25.4’, terzo per utilizzo dopo Olisevicius e Cinciarini. Le percentuali al tiro sono ottime, 52.8% da due, 53.3% da tre e 79.9% ai liberi sono dati notevoli soprattutto per un lungo. Numeri complessivi che parlano di un elemento di buon livello, non a caso finito anche al centro di qualche sondaggio di mercato avviato da squadre alla ricerca di lunghi titolari. In Coppa, il rendimento è similare, con 12 punti e 6.2 rimbalzi in 22’, uniti al 47.2% da due punti, il 50% da tre punti e l’80% ai liberi.

Un altro aspetto interessante è quella della continuità legata al rendimento della squadra. Hopkins è andato in doppia cifra in cinque gare su otto, le uniche due in cui ha faticato sono state quelle con Cremona e con Venezia, in quest’ultima in particolare ha sofferto parecchio, chiudendo con 2 punti in 13’. Non un caso, si parla di due sconfitte. Una arrivata nel momento di massima emergenza (con Cremona, senza Cinciarini e Olisevicius appena risultati positivi al Covid) e la seconda - l’unica partita in stagione in cui la Unahotels non è mai rimasta a contatto - giunta dopo un periodo di viaggi e di sforzi fra campionato e coppa, oltretutto a organico ridotto.

Contro Milano, con una Reggio molto motivata e con le rotazioni quasi al completo, Hopkins è diventato il perfetto finalizzatore degli schemi voluti da Caja, oltretutto di fronte ai vari Melli, Hines, Mitoglou, il reparto lunghi che sta dominando difensivamente l’Eurolega. Non può essere il lungo Usa quello che decide da solo le sfide, forse, ma quando Reggio gira può essere l’elemento buono per essere competitivi contro tutte le avversarie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA