Buona la prima in coppa: la Unahotels asfalta l'Hapoel

Osvaldas Olisevicius, MVP contro l'Hapoel Gilboa

Nettissima vittoria dei biancorossi all'esordio nella manifestazione continentale. All'Unipol Arena la sfida finisce 93 a 70

REGGIO EMILIA.  Dopo un tempo in cui qualcosa lo fa vedere, l’Hapoel Gilboa si dissolve nella ripresa, lasciando la Unahotels, molto ben programmata da Attilio Caja, fare da sola la gara.
Si chiude quindi con un hurrà biancorosso la prima stagionale in Fiba Europe Cup, giocata - sia detto - davanti ad appena 517 tifosi, sporadiche macchie di colore sulle nere tribune dell’Unipol Arena. Lì la truppa reggiana tornerà sabato pomeriggio per la sfida di campionato contro Trento, anticipata di un giorno per consentire al team di volare poi, mercoledì, in Russia per sfidare l’Avtodor Saratov. Che, verosimilmente, rappresenterà un ostacolo più impegnativo per Candi e soci.
In ogni caso in Russia, Reggio ci arriverà con la certezza di avere già...molte certezze.

Unico assente Thompson, ai box a causa di un problema muscolare. Dentro sin dalla palla a due con l’Hapoel c’è quindi Candi e con lui Cinciarini, Olisevicius, Johnson e Hopkins.
Collezionano ferri per i primi 2’ le due rivali. Il primo punto reggiano arriva a cronometro fermo dalle mani di Olisevicius, mentre di là il layup di Hanochi a regalare il primo brivido agli israeliani.
Reggio prova a dare una scossa al match e trova da Candi e Johnson, a segno dai 6.75, i canestri del vantaggio (7 a 5, al 4’). L’Hapoel non molla e rapidissimamente impatta. E resta lì, sempre pronto a riprendere i reggiani.
Ci riescono le triple di Strautins e Candi e quindi, sul finire di quarto, di Crawford , a seminare gli avversari finiti sotto di otto lunghezze. I cesti degli israeliani Brisker e Cornelius riducono però il gap a soli quattro punti alla prima sirena.
Il secondo quarto prende dunque il via sul 22 a 18 con il Gilboa ben lanciato e in crescita. Hopkins spedisce il lunetta Srora, il cui 1/2 porta lo svantaggio a un solo possesso.
Strautins dall’arco allontana la paura ma subito Brisker replica. Il botta e risposta prosegue: Reggio non riesce infatti a imbavagliare i tiratori avversari che, ormai in fiducia, si prendono il vantaggio al 13’ (27-28) con la bomba di Mayaan. Vantaggio poi incrementato col tiro dalla media di Avivi che costringe Caja a fermar il tempo per un minuto nel tentativo di porre fine alle sofferenze dei suoi.
Si riprende ed è Hopkins a fermare la fuga ospite. Ci pensa quindi Olisevicius a ferire per due volte la difesa del Gilboa e a riportare avanti la Unahotels. In avvicinamento, Hopkins dice poi +3 al 16’. A un niente dal gong che manda tutti negli spogliatoi, il capitano Candi sferra il colpo che vale il +5, così che le due contendenti imboccano il tunnel sul 42-37.
Nella ripresa Reggio alza i ritmi e vola, non senza fatica, sul +8 (Crawford per il 52- 44 al 22’) anche se l’Hapoel di certo non pare intenzionata a soccombere. A ribadirlo è Hanochi dall’arco.
Attorno alla metà del quarto, però, le difese ospiti cominciano a traballare e l’Hapoel si sgretola: Reggio affonda colpi a ripetizioni per il +10 (un rotondo 60 a 50) autografato dall’indemoniato Olisevicius. S’innervosiscono gli israeliani, Cornelius si becca un tecnico che Strautins capitalizza. Un giro della lancetta lunga più tardi, sono Olisevicius e quindi ancora Strautins a far schizzare la Unahotels sul 19.
Ormai alle corde, l’Hapoel Gilboa prova ad affidarsi ai suoi uomini di maggior esperienza, ma la mossa non porta a nulla e Reggio riesce a chiudere in scioltezza il terzo periodo sul 75 a 57.
Senza limiti reali, Olisevicius tocca il ventello a inizio del quarto conclusivo firmando il +20. È già vinta lì, di fatto, la gara d’esordio in coppa per la truppa di Caja. Perché la Unahotels per tutto il tempo che manca non permetterà più agli avversari di far male.