C’è l’Olbia: la Reggiana fa le prove di fuga Diana vuole il record di cinque vittorie di fila

Appuntamento alle 16 al “Città del Tricolore” per un match che potrebbe finire dritto negli annali granata

Wainer Magnani

reggio emilia. Nell’arco di un campionato ci sono partite destinate a cambiare il corso della stagione, altre a lasciare un segno come i derby e poi ci sono quelle che entrano nella storia.


Reggiana-Olbia (oggi ore 16) è una sfida che, in caso di successo, potrebbe finire dritta nell’almanacco del calcio granata per il record di vittorie consecutive che sarebbero cinque.

Nella storia recente era successo alla Reggiana di Pippo Marchioro (1992/93) di Alessandro Pane (2008/09) e di Alberto Colombo (2015/16) e se torniamo a ritroso nel tempo ai granata di Ezio Galliani (1970/71) di infilare quattro vittorie di fila ma solo alla Reggiana del compianto Loris Dominissini (stagione 2009/10) era riuscita l’impresa a firmare un filetto di cinque vittorie: Pescina, Ternana, Lanciano, Rimini e Real Marcianise. Sei vittorie su sette partite.

L’occasione si ripete oggi ai ragazzi di Aimo Diana contro l’Olbia, un avversario che la Reggiana ha affrontato solo quattro volte nella sua storia, con un bottino di una vittoria, due pareggi e una sconfitta. L’ultima sfida risale a 43 anni fa: era il 16 aprile del 1978 con la vittoria dei granata per 6 a 1. Era la Reggiana di Guido Mammi e vi militavano il reggiano Gian Paolo Reverberi, i reggiani d’azione Claudio Ciceri e Claudio Testoni e l’attuale allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, oltre a Marlia, Galparoli, Neri e al goleador di quella giornata Sergio Bagatti, nativo proprio di Olbia, che realizzò quattro gol.

Ricordi e storia della Reggiana che forse interessano poco a Rozzio e compagni perché ciò che conta è il risultato finale, vale a dire la vittoria del campionato. Ma per arrivare a questo traguardo occorre anche passare attraverso queste sfide speciali e che presentano insidie nascoste. È vero che l’Olbia lontano dalla Sardegna ha uno score di basso profilo: un solo punto sui dieci che vanta in classifica in virtù di un pareggio conquistato nel penultimo turno in casa dell’Entella con una strepitosa rimonta ma anche nelle altre sconfitte contro Matelica e Lucchese la squadra sarda è sempre stata in partita. Sarà quindi un avversario scorbutico, aggressivo e che darà del filo da torcere alla Reggiana. È dunque sbagliato pensare che Cigarini e compagni faranno di un sol boccone i sardi ma è anche vero che occorre iniziare a sposare il concetto che il tecnico Diana sta cercando di portare avanti da qualche tempo: «Pensiamo più a valorizzare le nostre qualità che non a pensare ai nostri avversari».

È in questo contesto di autostima che il tecnico granata, che oggi tornerà in panchina dopo la squalifica, ragiona: se la Reggiana gioca da Reggiana non deve temere nessun avversario, pur con le pesanti defezioni di Venturi, Del Pinto, Rosafio e Anastasio e di conseguenza è stato convocato il giovane Fiorentini. E per fortuna che abbiamo sempre rimarcato che la Reggiana ha 22 titolari altrimenti oggi saremmo qui a leccarci le ferite per l’assenza di importanti pedine. Inutile parlare di formazione o di modulo perché da tempo andiamo ripetendo che bisogna cambiare visione e concetti: si gioca in sedici e nel corso della partita il mister Diana è un maestro nel modificare l’assetto in corso d’opera. Questa è una delle sue grandi qualità, la capacità di “leggere” la partita e di modificarne, anche con un solo giocatore, il modulo, anzi l’occupazione degli spazi come si usa dire di questi tempi.

La Reggiana, dopo la strepitosa vittoria di Pescara, torna al “Città del Tricolore” anche se purtroppo non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni. Chi sarà oggi allo stadio manifesterà in modo passionale l’affetto e l’amore per i granata ma è giusto rimarcare che questa Reggiana avrebbe meritato il tutto esaurito. Ma il dopo Covid ha portato a questa conseguenza, anche se a Reggio Emilia i numeri di paganti sono superiori a tutti gli stadi del girone e anche di molte partite di serie B.

L’ipotesi realistica è di avvicinarsi alle cinquemila presenze.

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