«L’Olbia sbarcherà a Reggio aggressiva e senza paura»

Il reggiano King Udoh non farà sconti agli avversari granata 

il personaggio

Luigi cocconcelli


A dispetto di una trasferta logisticamente scomoda, domani pomeriggio l’Olbia avrà qualcuno sugli spalti del città del tricolore a tifare per lei. O almeno, per il suo centravanti. Familiari, nonni e sorella in testa, e amici saranno lì per incoraggiare King Udoh. Sì, perché la prima punta di origini nigeriane è nato proprio a Reggio. Qui ha tutt’ora casa in pieno centro, in via Emilia, anche se poi il periodo estivo lo trascorre ad Albinea.

Uhod, ha iniziato a giocare nella Reggiana, poi a soli 13 anni, via alla Juventus, per inseguire il sogno di ogni ragazzino, dare calci ad un pallone. A Torino è stato tre anni, trafila nei giovanissimi e nella Primavera, prima di essere dirottato in prestito e poi a titolo definitivo di qua di là, Lanciano, Pontedera, Fermana, Viareggio e Pianese le tappe prima dell’approdo all’Olbia, .

«All’inizio - dice- è stata dura, ragazzino lontano dalla famiglia, dagli amici, vivevo in convitto, ma la forza di volontà, la voglia di calcio mi ha consentito di andare avanti».

L’Olbia segna tanto: casualità o spregiudicatezza tattica?

«Noi cerchiamo sempre di fare la nostra gara, di provare a vincere. Siamo aggressivi, non ci facciamo condizionare o spaventare da chi c’è di fronte, certo domani sarà dura. La Reggiana mica la scopro io: è una buonissima squadra, ha tanti giocatori forti, grande qualità e panchina lunga, ma noi ce la vogliamo giocare e non penso che l’allenatore snaturerà il nostro atteggiamento e modo di stare in campo».

L’obiettivo dell’Olbia sono i playoff?

«No, prima di tutto la salvezza, poi a primavera vedremo se c’è la possibilità di ambire a qualcosa in più, ma primario per noi resta la salvaguardia della categoria, questo mi pare forse il girone più equilibrato e forte, tante squadre sono state pensate con in testa l’alta classifica, siamo realistici».

Come si trova in Sardegna?

«Di Reggio non posso lamentarmi, ci sono cresciuto, la mia famiglia ci sta benissimo. Calcisticamente qua le cose vanno bene. Dalla scorsa stagione, la squadra non è cambiata molto. Siamo un gruppo affiatato, che si conosce e questo facilita anche le prestazioni ed i risultati, per adesso è un vantaggio rispetto a chi ha cambiato molto, mi riferisco a quelle che come noi puntano alla salvezza non a chi ha sogni di gloria».

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