«Ho grande stima di Caja La sua Unahotels è tosta»

L’ex Stefano Gentile aspetta i biancorossi domenica pomeriggio a Sassari 

Adriano Arati

reggio emilia. «Conosco bene il coach Caja. Quando ha la squadra che ha scelto lui, è bravissimo a far rendere tutti al meglio».


Rende omaggio al tecnico biancorosso Stefano Gentile, unico ex della sfida di domenica fra la sua Dinamo Sassari e la Unahotels. La guardia 32enne ha passato due stagioni a Reggio, giocando la finale scudetto nel 2016, e da quattro anni è in Sardegna, dove ha mancato il titolo nel 2019.

«Purtroppo sono l’unico in famiglia che non ha uno scudetto, compresa la zia, ne ho vinti due di A2 ma a casa mia contano solo quelli di serie A, lo continuerò a rincorrere finché starò in piedi», sorride.

Siete incappati in alcune sconfitte. Che periodo state vivendo?

«Siamo una squadra nuova, abbiamo cambiato guida tecnica (ora c’è Cavina, ndr), questo è un periodo fisiologico di transizione, stiamo cercando di fare più risultati possibili per portare in campo quello che facciamo in settimana».

Da fuori, pur con la variazione di guida tecnica, questa versione di Sassari sembra in continuità con quelle del passato. È giusto?

«A livello individuale, l’impronta è quella, è poi quella del basket contemporaneo, in cui devi essere polivalente, avere atleti pericolosi in tutti i ruoli, senza nessuno battezzabile. Cambiando gli interpreti dobbiamo accordare di nuovo gli strumenti per arrivare ad una sinfonia unita».

Ora trovate una Unahotels partita a pieno ritmo. Che idea si è fatta?

«Reggio è una squadra che sta facendo bene, dopo qualche anno di incertezza ha trovato un’identità solida, concreta, pratica, e sarà una gara molto dura».

Avrà di fronte giocatori e tecnici che conosce ormai bene...

«Con diversi ragazzi abbiamo giocato contro e insieme, in Nazionale e in campionato, ma conosco molto bene soprattutto Caja e ho molta stima di lui, è in grado di far rendere al meglio le sue squadre».

Può approfondire?

«Quando Attilio costruisce la squadra con i pezzi che sceglie lui, è davvero bravissimo a trovare il massimo da quel gruppo. I punti di forza dei singoli giocatori vengono valorizzati e i punti deboli vengono quantomeno coperti, chi si trova a far parte di quel sistema si trova sempre a disputare annate positive».

Voi avete iniziato le coppe e a breve toccherà anche a Reggio. C’è il rischio di spremersi coi viaggi?

«Nell’anno della finale scudetto abbiamo fatto circa 80 voli, il dispendio di energia è maggiore ma c’è un valore aggiunto».

Quale?

«Si vive tantissimo con i compagni e si forma un legame, un gruppo che altrimenti fai fatica a creare».

È alla quarta stagione filata a Sassari. Una rarità al giorno d’oggi, no?

«Credo che, oltre che un riconoscimento per il mio rendimento in campo, è anche un riconoscimento dei miei valori, di quello che posso dare, e io sono grato di questo».

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