Olisevicius, dalla Lituania per far innamorare Reggio

Macchina da punti e sorriso discreto, l’ala sta diventando l’idolo della tifoseria «Faccio ciò che mi viene richiesto per vincere e non è sempre tirare da fuori»

Adriano Arati

reggio emilia. «Faccio quello che mi viene chiesto per vincere, e non è necessariamente tirare sempre da fuori».


Sembrano parole di circostanza dopo una gara andata bene, quelle con cui Osvaldas Olisecivicius commenta la brillantissima prestazione con cui ha affondato Napoli, ma per ora corrispondono pure a verità. L’ala lituana è arrivata con la fama di grande tiratore perimetrale, come da venerabile tradizione del paese baltico, ma sinora si sta dimostrando un giocatore decisamente più completo. Una notevole macchina da attacco, capace di sfruttare la stazza, i centimetri, l’intelligenza nel muoversi senza palla e su tutto la tecnica superiore, pure questa lituana al 100%.

“Oli” ha affossato Napoli con tre bombe consecutive a cavallo degli ultimi due periodi, creando il parziale che poi Candi ha perfezionato con un’altra tripletta di canestri dall’arco. Dopo aver segnato, ha alzato le mani al cielo in segno liberatorio: «dopo un anno senza pubblico ero davvero contento, era bellissimo sentire i tifosi», racconta facendo trasparire una passione che si nota anche nell’attenzione con cui cerca dal primo giorno di assimilare parole in italiano.

I cesti dal perimetro erano anche i primi segnati in questo campionato, con la Fortitudo aveva sbagliato tutti i tentativi da tre. Ma nessuno si era lamentato: anche con i bolognesi, Olisevicius ha chiuso come miglior realizzatore reggiano, proprio come con la Gevi. Prima 18 poi 20.

Il giocatore individuato dal duo Barozzi-Talamazzi (il coach Caja ha spiegato che l’atleta gli è stato proposto dalla dirigenza ottenendo subito il suo beneplacito) in due match, viaggia a 19 punti di media, sesto assoluto in campionato. A contorno, il 60% da due punti, il 37.5% da tre e l’83.3% dalla lunetta, dato non da poco visto che sinora subisce 4.5 falli a gara.

Chi sia il principale riferimento offensivo biancorosso non è difficile da stabilire, pur in un sistema che sinora ha prodotto sopra alle aspettative, con 91.5 punti di media. Candi ormai è una certezza al tiro, Crawford è una piacevolissima sorpresa per quanto riguarda la produttività (23 punti in 22’ sinora) e Cinciarini un creatore illuminatissimo, primo assistman della serie A con 11 di media.

In attesa di Thompson, però, la certezza è una sola, l’ala lituana, non a caso il giocatore più cercato nei momenti di difficoltà, come la ripresa con la Fortitudo e il primo periodo con Napoli, quando solo la sua forza e la sua mano delicata gli hanno permesso di spremere buoni tiri spalle a canestro opposto ad un grande atleta come McDuffie.

Quello che più colpisce è la costanza e la capacità di trovare sempre una soluzione per liberarsi o per creare con gli altri. Il lituano è un moto perpetuo, senza palla è bravissimo a farsi trovare libero nei punti giusti sia per tirare sia per attaccare e la buona agilità per i suoi due metri gli danno un buon vantaggio quando è opposto a rivali più massicci.

Con Napoli ha scavato il parziale sfruttando alla perfezione i blocchi dei compagni, e le disattenzioni campane nei campi, per prendersi tre triple praticamente coi piedi per terra. Con la Fortitudo, nel finale, era sempre lui ad avviare l’azione in palleggio dalla punta, marcato da lunghi più lenti. A Reggio coi lituani ci si è abituati pure troppo bene, è vero, dall’avvio in campionato questo 28enne concreto e pacato potrebbe contribuire ad allungare quella lista dorata.

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