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La seconda giovinezza di Andrea Cinciarini: «Siamo un coro e a me piace dirigerlo»

Il nuovo leader della Unahotels parla del positivo avvio di stagione dei biancorossi 

REGGIO EMILIA. «Mi conoscete, mi piace trovare i compagni, metterli in ritmo, e loro si fidano di me». Fa professione di modestia il play biancorosso Andrea Cinciarini, dopo il suo scintillante avvio di campionato, due gare con 11 assist di media, 9 all’esordio con la Fortitudo e 13 con Napoli, conditi sempre da 8 punti preziosi nei momenti caldi. A colpire è la cifra dei passaggi vincenti, davvero parecchi per il campionato italiano in cui anche il conteggio è più severo rispetto ad altre competizioni.

Undici assist di media è roba di lusso, no?


«Sicuramente il campionato è iniziato nel migliore die modi, le statistiche fanno piacere ma l’importante è aver portato a casa le due vittorie, oltretutto in due gare nate e finite in maniera diversa».

La costante è la sua vena creativa?

«Direi che la cosa più bella è che ci siamo cercati tanto, ognuno ha portato il suo mattoncino, tante persone hanno fatto bene e hanno aiutato la squadra, non c’era un riferimento e basta».

E lei a innescare...

«Mi conoscete, mi piace comandare i miei compagni, cercare di trovarli nel momento migliore, nel posto giusto, è una cosa che fa piacere, sempre però stando attendi a cosa porta la partita».

Che cosa intende?

«Nel secondo quarto con Napoli ho segnato 8 punti, gli unici della gara, perché in quel momento c’era bisogno in fase realizzativa, negli altri quarti invece c’erano compagni pronti e liberi».

Questione di letture, quindi?

«Di fiducia, anche. Sinora il nostro è un buon lavoro di squadra, eseguiamo bene gli schemi, io devo mostrare la fiducia nei compagni servendoli, loro devono avere fiducia in me, nel fatto che tengo la palla sino al momento giusto per metterli in ritmo». Quando ha deciso di mettersi in gioco, vedeva delle sofferenze nel gioco della squadra?

«Sicuramente leggo la partita e leggo i miei compagni e i miei avversari, guardo quello che lasciano, in quel momento la squadra era un po’ in difficoltà, ho preso mie responsabilità anche per scuotere gli altri. Leggere le partite è importante sempre, ancora di più per un playmaker».

Viaggiate a 22 assist a gara. Di solito, una squadra che si passa il pallone senza commettere troppi errori è una squadra in salute, no?

«E noi siamo in salute, abbiamo lavorato benissimo da agosto, stiamo bene insieme, e abbiamo creato subito una buona chimica in campo e fuori. E questo è importante per una squadra come la nostra».

Quando parla di “squadra come la nostra cosa intende?

«Noi siamo una squadra che ha bisogno di dieci giocatori che portano un mattoncino ciascuno, non abbiamo una stella che fa 40 punti».

Sinora sta funzionando? «Sì, anche qui è questione di fiducia, è importante conoscersi, sapere per quali compagni sono disegnati i giochi, chi è più in forma. Ed è importante farsi trovare pronti».

Pensa alla panchina?

«A Diouf in particolare, domenica la panchina ha dato una bella mano e Momo ha fatto una prova superlativa, sono davvero contento per lui».

Dieci giorni e poi cambierete ritmo, con l’arrivo della Coppa. Una bella novità? «Adesso arriva il difficile, affronteremo squadre parecchio ostiche, avremo tanti viaggi nel mezzo, sarà sempre più importante fidarsi l’uno dell’altro, sarà importante saper recuperare, capire quali sono i giocatori che possono essere in giornata e quali no».

E reagire ai colpi, se arrivassero?

«Arriveranno. Dovremo stare uniti nei momenti di difficoltà, in una stagione ci sono sempre, non sarà tutto liscio come sino ad ora. Anche se va detto che sia le due vittorie che il percorso pre-campionato sono frutto del tanto lavoro che abbiamo fatto nel quotidiano, in palestra. Io credo molto nel lavoro costante, e ora stiamo raccogliendo i frutti di quello che facciamo tutti i giorni».

A proposito, i ritmi di lavoro muteranno per forza...

«La coppa di sicuro non la prenderemo alla leggera, è stimolante giocarla e vogliamo passare il girone, anche se è un girone fortissimo e sarà tutto tranne che facile».

Ci sarà anche meno tempo?

«Per forza di cosa ci alleneremo meno, ma giocheremo molto di più e anche questo deve servire per irrobustire la nostra chimica, quella che abbiamo già creato in questi mesi chiarendo bene le caratteristiche di tutti noi».

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