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La Reggiana non si arrende mai: batte il Pescara e resta in testa

Dopo essere passati per primi in vantaggio, i granata hanno prima rischiato il Ko e poi hanno espugnato l’Adriatico

PESCARA. Imprevedibile, caparbia, cinica. Certamente folle, Reggiana. Con un ruggito al 90’, i granata sbancano l’Adriatico di Pescara nel big match di giornata e tornano a issarsi in vetta alla classifica del girone B, rimanendo imbattuti. La vittoria per 3-2 contro i forti abruzzesi arriva al termine di una partita rocambolesca, in cui i granata passano in vantaggio per primi, vengono acciuffati nel finale di primo tempo, vanno sotto ad inizio ripresa, ma trovano la forza di rialzare la testa, agguantando il pari con il solito Lanini. E quando tutto sembra indirizzare il match verso la divisione della posta in palio, accade l’imponderabile: complice anche un Pescara che – al contrario delle ultime uscite che l’avevano visto protagonista di recuperi eccezionali in zona Cesarini – perde la testa proprio nel finale, con due espulsioni che spostano l’ago della bilancia in favore dei granata, che anche grazie ai cambi trovano la giocata decisiva.

La quarta vittoria consecutiva della Regia permette anche di onorare in maniera definitiva Romano Fogli, ultimo allenatore granata capace di trovare il successo in Abruzzo (Serie B, stagione 81/82, gol di Marocchi).


Tornando all’attualità, la Reggiana perde il record di migliore difesa del campionato, però ottiene un successo fondamentale per la corsa alla Serie B. Una Reggiana che dimostra per l’ennesima volta di avere un organico profondo che permette allo staff tecnico di cambiare modulo in corsa e una personalità da squadra vincente.

Dopo tre giri di lancette, però, Venturi mette paura ai circa 250 reggiani giunti all’Adriatico. Uno scontro aereo con De Marchi lo mette ko per un colpo al costato, con ripercussioni al collo nella caduta. Dentro Voltolini, con “Jack” accompagnato fuori in barella. Il Pescara ci prova, la Reggiana regge l’urto e dopo una mezz’ora di assestamento, prima impegna Di Gennaro in angolo con Zamparo e poi trova il vantaggio con Guglielmotti su ottimo assist di Contessa.

Nemmeno il tempo di esultare, che cinque minuti dopo D’Ursi rimette la situazione in parità. Nella ripresa, Diambo pesca Ferrari (Cauz lo tiene in gioco) che davanti a Voltolini non sbaglia. Finita? Proprio no. Baresi in panchina e Diana in tribuna, squalificato, pensano ai cambi e scelgono di giocare il finale con i piedi buoni: dentro Rossi e Radrezza a orchestrare la rimonta insieme a Cigarini, anche lui in campo, nell’atipico 4-2-3-1.

E proprio dai piedi del “Ciga” parte il pallone che Lanini, di testa, spedisce sotto la traversa, per il 2-2 (secondo centro stagionale). A questo punto, qualsiasi squadra potrebbe accontentarsi.

Ma non i granata, che approfittano dell’espulsione di Diambo e si lanciano alla caccia della vittoria. Radrezza illumina la trequarti con un lancio chirurgico per Zamparo, che in area viene steso da Di Gennaro: espulso anche il portiere e Pescara che manda in porta Rizzo, di professione centrocampista.

L’Arciere mantiene la freddezza e scaraventa in porta il gol del 3-2 finale.

L’espulsione di Rosafio rovina solo in parte la festa della Reggiana che resta in vetta e aspetta l’Olbia.

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