«I numeri confermano la forza della Reggiana A Pescara vogliamo continuare a sognare»

Calcio serie C. Il vicepresidente Giuseppe Fico fa il punto  ma si rifiuta di commentare la squalifica per bestemmie di Diana 

il protagonista

wainer magnani


Forse era un predestinato, di sicuro è difficile pensare a una casualità: Giuseppe Fico ha festeggiato il suo compleanno nello stesso giorno e mese in cui la Reggiana ha compiuto 102 anni.

Per il vice presidente granata è stata una settimana molto speciale: vittoria a Siena e replica con la Carrarese.

«Non avrei potuto ricevere un regalo più gradito» ammette.

Sei punti, la vetta solitaria della classifica, la miglior difesa d’Italia. E adesso?

«I numeri confermano la nostra forza. A Siena abbiamo avuto la conferma di essere una squadra che ha dei valori, contro la Carrarese, che siamo anche un gruppo che sa soffrire, combattere e portare a casa successi importanti e preziosi. Per la trasferta a Pescara si tratta di proseguire nel cammino mostrando continuità di risultati e di prestazioni».

A Pescara non ci sarà in panchina Aimo Diana perché squalificato per frasi blasfeme.

«Non voglio commentare le decisioni del giudice sportivo ma rimarcare le qualità umane e sportive del nostro allenatore. Diana è una persona squisita e un tecnico di valore».

Assenza importante?

«La sua presenza in campo è significativa ma è anche vero che Diana si avvale uno staff di valore e sono certo che saprà preparare la partita in modo adeguato ma sempre con il suo stile».

Lei segue spesso gli allenamenti della squadra.

«Diana è un tecnico che punta a stemperare le tensioni nel corso della settimana. Forte della sua esperienza da giocatore, vive la settimana in fiducia e sempre con il sorriso. Sa farsi voler bene».

Vive la partita assieme al patron Romano Amadei, che clima si respira?

«C’è soddisfazione nel constatare che gli sforzi fatti dalla società in termini di investimenti trovano corrispondenza sul campo. Romano è il primo tifoso e come tale vive con passione questi momenti».

Anche a livello di tifoseria nota che l’ambiente è particolarmente euforico?

«I tifosi non ci hanno mai abbandonato, anche nei momenti critici e amari come lo scorso anno, per cui è logico e giusto che vivano con euforia questi successi. Al nostro interno, però, sappiamo che dovremo affrontare ancora tante difficoltà per cui non dobbiamo esaltarci troppo ma vivere la quotidianità con gioia e serenità senza fare tanti voli pindarici».

Arrivare a Pescara da capolista è però una bella sensazione.

«Dopo un precampionato tribolato abbiamo ritrovato una Reggiana che gioca, diverte e vince. Essere la capolista alla sesta di andata non vuol dire molto anche se fa piacere. Il Pescara ci rispetterà».

Fortuna o bravura?

«Penso che quando questa circostanza si ripete per tre o quattro partite, non è solo fortuna per cui la Reggiana dovrà prestare attenzione fino a quando non andiamo negli spogliatoi a partita finita».

Neglia segna un gol ogni 37’, Lanini calcia a rete da ogni posizione, Rosafio fa gol d’autore, Cigarini è di categoria superiore.

«Si potrebbe continuare ad elencare le qualità dei singoli giocatori perché questo organico ha tanta qualità ma mi piace rimarcare che il fatto di essere la difesa meno battuta è figlia di un’organizzazione di squadra che coinvolge tutti, senza dimenticare che la Reggiana è una squadra a trazione offensiva. Se prendiamo in esame i dati statistici che evidenziano i tiri in porta e il possesso palla potremmo scoprire che siamo anche una squadra che produce un calcio d’attacco che ha pochi eguali».

A vedere dagli ospiti presenti alle partite, vedi Enrico Grassi o il Vescovo Camisasca, si può dire che il Città del Tricolore è tornato ad essere il salotto buono della città?

«Fa piacere constatare che la squadra è apprezzata per lo spettacolo calcistico che offre e la Reggiana per l’ospitalità che riesce a trasmettere».

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