Reggiana padrona del campo ma deve velocizzare il gioco

La squadra del mister Aimo Diana non ha rivali a livello di capacità di fraseggio: deve però trovare la profondità rapidamente e sotto porta serve più concretezza 

REGGIO EMILIA. Le aspettative di vittoria contro il Gubbio erano tante ed è naturale che subito dopo la partita sia affiorato nell’ambiente granata, anche a livello dirigenziale, un po’ di amarezza per il pareggio che ha mortificato la mole di gioco sviluppata dalla Reggiana.

La Reggiana ha dominato la partita, concedendo una sola occasione al Gubbio per un errore individuale. Ecco un primo aspetto che va migliorato perché col Gubbio il portiere Venturi ci ha messo una pezza, sei giorni prima a Modena non è stato così. In questo momento la Reggiana viene punita alla prima disattenzione e dunque occorre cercare di limitare al massimo gli errori, soprattutto nelle zone nevralgiche del campo. Lo stesso vale quando Radrezza e compagni sono in fase d’impostazione della manovra, perché gli avversari hanno ormai capito che per poter sorprendere la Reggiana occorre andare in pressione individuale nel tentativo di rubare palla per poi ripartire. Col Gubbio qualche palla “sporca” è stata persa dai centrocampisti e se la miccia del contropiede degli umbri è stata subito disinnescata è per la capacità dei granata di saper ripiegare in fretta a difesa di Venturi.


La Reggiana è stata padrona del campo. Lo è stata al Braglia, a maggior ragione contro il Gubbio. L’impressione è che lo sarà sempre, contro qualsiasi avversario perché nessuno nel girone può disporre di palleggiatori del calibro di Cigarini, Rossi, Sciaudone, Muroni, Del Pinto o Radrezza ma è proprio in questa logica che la Reggiana deve migliorare: nella capacità di far viaggiare velocemente la palla sugli esterni o cercare sempre più la profondità. Contro il Gubbio, almeno per sessanta minuti, la manovra è stata troppo compassata, lenta e facile da “capire”. Troppe volte Rozzio ha dialogato stretto con Cigarini perché impossibilitato nel trovare il corridoio in profondità. L’unica soluzione interessante è stato il cambio di campo per l’inserimento sulla sinistra di Contessa che, però, a sua volta è stato costretto a temporeggiare se non a ripiegare all’indietro. Colpa della condizione atletica? Certamente, perché siamo solo alla terza giornata. Ma forse c’è qualcosa di più e il mister Aimo Diana l’ha capito perché nella ripresa ha cambiato modulo passando a una difesa a quattro per non “regalare” un centrale dato che il Gubbio, e sarà così per molte squadre, aveva di fatto un solo attaccante (Sarao). Per questo ha preferito occupare tutta la zona del campo mettendosi a quattro in difesa con due esterni offensivi e a quattro a centrocampo, con i due registi con gli esterni pronti a servire le due punte.

Ecco un altro tema caldo: l’incapacità di finalizzare le occasioni. Col Gubbio la Reggiana è arrivata meno alla conclusione rispetto a Modena, però è sembrato mancasse sempre quel guizzo in più.

Ma è sempre così: in tutte le azioni della Reggiana c’è la sensazione che manchi un “centimetro per fare il metro”. È però anche vero che nel corso di tutta la partita non si è mai avuta la sensazione di dover soffrire il Gubbio e solo una disattenzione ha consentito a D’Amico di mettere i brividi a Venturi.

La Reggiana deve trovare la condizione fisica ma anche la mentalità di iniziare la partita come l’ha finita contro il Gubbio, vale a dire mettere l’avversario nella sua area e prenderlo a pallonate. È uno sforzo fisico ma anche psicologico perché Rozzio e compagni devono iniziare a pensare di dover chiudere le partite nel primo tempo e non pensare che “tanto prima o poi gol lo facciamo” o specchiarsi nella loro superiorità tecnica.

Diana, che ha dovuto rinunciare a tre giocatori, perché oltre a Rossi e Cauz era indisponibile anche Rosafio, uno dei migliori a Modena, ha schierato gli ultimi tre giocatori che non erano scesi in campo ed è stata confermata la teoria che tutti sono titolari poiché Lanini, Muroni e Camigliano si sono fatti trovare pronti.

Ultima annotazione: ancora una volta i 3.628 spettatori paganti sono il record del girone. L’unico a reggere il confronto è il Pescara (circa 4.000) ma per il resto non c’è partita: 558 a Siena, 2.259 a Cesena, 514 a Chiavari, 200 a Pontedera, 594 a Fermo, 700 a Olbia, 2.458 a Modena.

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